Calderoli è ignobile, oggi ne parlano tutti e intanto la mafia ride


Si certo come si fa a non indignarsi per questi ominidi che abbiamo al potere. Pure questo Bondi che attribuisce il cancro dei Tarantini a troppa nicotina fa notizia. Su twitter, l’hashtag #Bondi imperversa.

Certo il trend è cavalcato pure dagli amici di Sydney con la pubblicità a Bondi Beach, ma si sa il web è leggero.

Si parla anche del blitz delle nostre forze dell’ordine per espellere inopinatamente chi si rifugia da noi senza neppure avvertire il ministero degli Interni. Appena sabato la notizia principale era che pure i saldi erano calati del 15%.

Che notizie sono? Nemmeno il mondo in fermento ci interessa più. Solo quando muore qualcuno in modo efferato o un disastro devasta intere nazioni.

E così anche oggi è andata liscia per le MAFIE (se vogliamo tenerne conto dobbiamo scriverlo maiuscolo) che stanno come sempre, silenziosamente avanzando dappertutto.

Per vendere i giornali e i telegiornali non interessa a nessuno:

Che quasi in ogni cantiere pubblico le fondamenta siano tappezzate di rifiuti tossici,

Che buona parte delle liquidità delle banche venga da soldi da riciclare

Che i videopoker continuano ad espandersi

Che nessuno riesce a semplificare la burocrazia

Che un’azienda su quattro sia ormai contagiata dall’usura o peggio

Che il 90% dell’evasione accertata non sia riscuotibile

Quando saremo tutti dipendenti dalla MAFIA non ce ne accorgeremo neanche. I padroni dei voti mettono al potere chi vogliono da tanti anni. Fanno studiare i propri figli all’estero lontani da ogni sospetto per reimportarli ai posti di potere.

Finanziano i palazzinari per mascherare la facciata, ma il risultato si vede e noi felici e tranquilli ci indigniamo per l’odontotecnico di Bergamo che si fa chiamare dentista.

E voi di che cosa vi preoccupate? Il mondo va avanti

Il Viaggiatore – 10° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Jorgo siede al banco e controlla la sala dietro un monumentale panino. Lo addenta solo quando le gemelle, che si nutrono solo di notte, sono sistemate strategicamente ai lati della sala con il loro infuso di erbe.

Beh! Sono venuto qua a fare il turista per cambiare aria da Milano e imparare qualcosa di più. Lo spumante delle cantine Loredan è meglio di tutti gli champagne che ho assaggiato in vita mia. Se non fosse per la spada di Damocle che pende sulla mia testa, potrei fare questa vita per un tempo indefinito.

Mi manca un po’ mia moglie, non tanto per il sesso, ormai è più un’amica che altro. Mi manca per la compagnia, le gite al mare, le cene con gli amici, le partite a burraco e le dispute sul telecomando del televisore. Chissà come starà, tutta sola, nella nostra grande casa piena di gatti.

Qui l’unico amico che ho è Arra, un’entità sovradimensionale i cui scopi sfuggono alla comprensione umana. Mi aiuta, m’informa, mi protegge, ma non divide il pranzo con me.

Questo è il punto, sono qui da solo. Le guardie del corpo stanno con me unicamente per lavoro. Quando voglio parlare con Arra in pubblico faccio finta di parlare nel mio com a bassa voce, non ho ancora imparato a vocalizzare senza emettere suoni intellegibili.

– Tu sai che esistono altri due come te in questa dimensione e sai anche dove sono?-

– Abbiamo la coscienza di tutti i nostri simili, incluso la loro posizione dimensionale e fisica esatta. 

– Allora anche loro sanno… dove siamo? –

– Non è una delle informazioni disponibili ai Viaggiatori. 

– E quali sarebbero disponibili? –

– Posso dirti che uno dei miei fratelli è su questo mondo da 2.030 anni ed è di solito inattivo. Al suo servizio hanno acceduto 267 viaggiatori. L’altro è qui da 562, ha servito un solo viaggiatore, sempre con moltissima attività. –

– Allora cosa sanno di me/te/noi ? –

– Sono comparso quattro giorni fa, sparito dieci minuti nello stesso tempo in cui sono entrati gli svizzeri in camera tua, ritornato, sparito per un giorno proprio quando ti hanno stordito al ristorante, poi tornato. Inoltre ho avuto una discreta attività. –

– Certo, visto da qualcuno che è qui da tutto questo tempo, deve sembrare un sacco strano. Devono avere un controllo del territorio efficientissimo se in un solo giorno sono arrivati fino a noi. Non potremmo comunicare loro che sono qui giusto di passaggio e aspetto appena il momento più opportuno per andarmene? –

– Pensi che sarebbe credibile? Pensi che non sia già successo milioni di volte? 

– Già devo convenire. –

Per distrarmi dagli oscuri pensieri ordino un dessert che ho visto passare prima. Una specie di montebianco con marron glacé, una crema bianca compatta a base di mandorle e panna, sormontata da un castello di cioccolato, delizioso.

Vedo sgranarsi gli occhi delle gemelle man mano che sparisce. Usciamo dal magnifico palazzo ed ho proprio bisogno di una passeggiatina.

Non ho bevuto il caffè perché voglio prenderlo in Piazza. Voglio vedere chi si è accaparrato il posto del Florian nella competizione che, nel mio mondo, vedeva trentaquattro caffè concorrenti nella stessa location, nel millesettecentoventi.

Comincia a piovere leggermente. Ines e Iris si ricoprono d’incanto di plastica trasparente. Jorgo cammina in mezzo alla strada come se fosse in pieno sole. Io mi proteggo passando rasente ai muri, col mio provvidenziale tricorno che mi protegge il capo. Passiamo sotto i portici e m’infilo dentro al caffè… Janni… proprio dove c’era il Florian.

I tavolini sono tutti pieni perché l’improvviso vento gelido ha fatto rientrare gli avventori seduti in piazza. Ne approfitto per andare prima in bagno. Questa volta entra prima Jorgo.

Guardo le stampe d’epoca appese nel corridoio e il ritratto del fondatore, tale Janni Scarin nato a Korcula, la città natale di Marco Polo.

Il caffè come lo fanno a Venetia è sempre il migliore del… dei mondi, soprattutto per le fritole con i pinoli e le spezie. Ricordo tanti anni fa, a Carnevale, i leggerissimi galani, simili a quelli che a Milano chiamiamo chiacchiere, anche se le nostre sono più pesanti.

Mentre aspetto in fila studio la gente che si gode la bellezza delle sale e sorbisce le aromatiche bevande. Una coppia di signore bellocce, sulla quarantina, sedute a un tavolo vicino, mi chiede informazioni. Sono Colombiane di Nova Pisa, vicina ai grandi laghi e saputo che sono anch’io un turista, m’invitano a sedere al loro tavolo.

Visto il mio posto in coda e l’acqua che viene giù a dirotto accetto di sedermi a patto però di offrire io la consumazione. Jorgo presidia l’ingresso e le sorelline sono invisibili da qualche parte, all’erta. Chiacchere superficiali che mi permettono comunque di imparare qualcosa di prima mano, come la leadership planetaria della Federazione Colombiana prima potenza mondiale e alleata storica dell’Italia.

Sì, sono un goloso e prendo un caffè con panna e mi portano anche un’alzata d’argento piena di… galani, anche se non è Carnevale sono di certo i dolci preferiti fin dal tempo dei Romani. Le signore che sono sorelle, ne fanno man bassa e io devo ordinarne un altro vassoio.

Dopo un’oretta di amabili chiacchiere smette di piovere lentamente il locale si svuota. Mi commiato dalle mie ospiti che non mancano di invitarmi a Nova Pisa, quando ci passerò. Mi danno una specie di biglietto da visita elettronico sottile, ma con la loro immagine in movimento e le coordinate GPS di casa. Esco anch’io nell’aria fattasi gelida e chiara. Torno in albergo.

Dovrei darmi da fare per andare in qualche modo all’attacco, ma non so da che parte incominciare. Non mi preoccupo tanto del primo dispositivo, lo chiamerò Uno. Il fatto che abbia cambiato mano mediamente ogni sette anni e che sia usato poco, mi fa pensare a qualcosa di rituale, come una setta o una congregazione di qualche tipo.

Due invece sembra in mano a un solo Viaggiatore, ma come è possibile che sia lo stesso da cinquecento anni. Forse è un gruppo, una dinastia che ne fa ampio uso da secoli per il potere? Oppure è al centro di una competizione tra molti per accaparrarsene i privilegi? Il fatto che mi abbiano cercato e quasi trovato subito, mi fa propendere di più sulla prima ipotesi.

Dovrei studiare la storia economica per capire se questo influsso interdimensionale nel millequattrocento quarantotto ha contribuito al successo di qualche dinastia in particolare. Sono completamente all’oscuro sui fatti storici di quel periodo.

continua…

Standard & Poor’s ci declassa a BBB, ma non hanno capito un cz!


mia grecia piccola by MarcelloCividini –

Certo, gli analisti finanziari non capiscono un cazzo dell’Italia. E fin qui i nostri governanti hanno ragione. Non la capiscono loro l’Italia, cosa vogliono capire questi analisti finanziari d’oltre oceano?

Allora continuano a spendere i soldi che NON abbiamo per le manovrine, gli aggiustamenti, le limature, le coperturine.

Nessuno al governo pensa neppure lontanamente a toccare i veri problemi di spesa e cioè la corruzione, le clientele e le pensioni che non hanno mai avuto una copertura di versamenti reali. Non dico di toccare le minime, equivarrebbe a toccare un assegno sociale. Ma le pensioni d’oro, che sono veramente tante, si sentirebbero.

Cosa dire delle possibilità di potenziale sforamento del debito, concesso dall’EU e tanto sbandierata qualche giorno fa? Potremo indebitarci ulteriormente per i grandi lavori: autostrade, trafori e ferrovie?

Ma chi le vuole?

E’ vero nessuno ha la formula magica perchè NON esiste.

Pochi rimedi di base funzionerebbero ma NESSUNO di chi sta al governo ha la minima intenzione di metterci mano, perché perderebbe i clientes che lo sostengono.

Fare tutto il possibile per rivendere i nostri titoli di stato agli Italiani come fanno in Giappone.

Per quanto riguarda l’edilizia, abolire qualsiasi nuova costruzione finché, la quasi totalità degli spazi inutilizzati venga restaurata/ristrutturata/valorizzata.

Messa in sicurezza idrogeologica e antisismica di tutta l’Italia. Un sacco di lavoro per tante piccole imprese per tanti anni. Il prodotto interno lordo della Turchia aumenterà del 10% per i prossimi 20 anni solo per questo.

Rinunciare alla seconda macchina si può facilmente. Con un piccolo sforzo per chi sta in città anche la prima potrebbe diventare inutile e antieconomica.

Chiuderebbe la Fiat e pure le acciaierie che la forniscono? Centomila posti di lavoro altamente inquinanti persi. Il lavoro si troverebbe nella ricostruzione e quando la ricostruzione fosse finita non saremmo solo il più bel paese del mondo da visitare, sarebbe anche pieno di servizi che tutti i visitatori saprebbero apprezzare.

Peccato che fino a che non scenderemo in piazza rimanga solo un bel sogno.

Il Viaggiatore – 9° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini –

4° giorno giovedì 19 set

Ho dormito come un sasso questa notte. Arra ha preso informazioni nella rete della polizia per cercare cavalieri bianchi, affidabili da assumere come guardie personali. I cavalieri bianchi sono i nemici naturali dei mercenari svizzeri. Non eccellono in cattiverie di attacco, ma sono dei difensori abilissimi.

Li vedo dopo colazione e ne scegliamo tre, in verità li ha scelti Arra, due gemelle e un uomo. Non distinguerò mai Iris da Ines tanto sono uguali, si muovono elasticamente quasi saltellando, praticamente all’unisono, sembrano addirittura telepatiche.

Jorgo sembra armeno, massiccio e nello stesso tempo agile è anche uno specialista di sistemi informatici. Ora è meglio che cambiamo aria, mi suggerisce Arra dal suo nascondiglio di pelle sotto la mia camicia.

Ho guardato le fotografie recenti di molte città, in biblioteca e l’unica che mi pare perlomeno simile a quella di casa mia è Venezia, qui Venetia. Ho sempre avuto un senso di intimità con Venezia, dove avevo svolto il servizio militare, l’ho sempre sentita quasi casa mia. Prendiamo il monorail e in quaranta minuti siamo a destinazione.

L’ho intravista mentre il treno rallentava. La città è vastissima, occupa tutta la laguna, in concreto fino a Chioggia. Il porto di Marghera è tutto acciaio e cristallo, la ricchezza traspare dalle sue strutture. Altro che zona industriale inquinata.

Le famiglie venetiane che ancora regnano nella zona hanno tenuto lontano l’inquinamento, in pratica relegato ai paesi produttori di materie prime. Qui solo commerci, scambi, ricerca. L’università Ca’ Venier ospita cinquantamila studenti da tutto il mondo. La stazione è in pieno centro, in riva al Canal Grande.

L’acqua del canale è limpida, quasi come quella dei finti canali di Venezia che nel mio mondo avevano ricostruito a Las Vegas. I palazzi sono più o meno come quelli che mi ricordo, almeno in centro. L’atmosfera della città mi corrobora e la sento molto vicina.

Il fatto che ora ci veda benissimo mi fa notare un sacco di particolari curiosi, che non so neppure se siano nuovi o nuovi solo per me. Prendiamo un taxi scafo elettrico e andiamo in piazza S. Marco. All’albergo prendiamo una suite, ci sistemiamo e poi, con l’allegra compagnia, vado a passeggio per le calli.

Jorgo qualche metro dietro a me guarda le spalle. Le due gemelle sembrano danzarmi intorno, scivolando accanto ai numerosi passanti che affollano le stradine. Arra controlla l’etere per la possibilità, seppur remota, che gli svizzeri o altri usino i loro com per coordinarsi.

Ogni tanto mi fermo a guardare le vetrine, poi mi faccio attirare da un piccolo locale dove mi siedo con un’ombra de vin bianco secco e degli stuzzichini appetitosi e piccanti. Bell’usanza in tutte le dimensioni 😉

Faccio una delle cose che mi diverte di più, guardo la gente che passa. Immagino dove vanno e perché così di corsa. Oppure guardo i loro vestiti e i loro sacchetti colorati.

Oggi fa freschino e dati i rari abitanti della mia testa, mi sono comprato un cappello a tricorno, di feltro nero, che qui va di moda da secoli. Certo se mi guardo da fuori devo dire che in soli tre giorni non mi riconosco più. Sembro un damerino. Le guardie del corpo sono invisibili ai più, ma con Arra contribuiscono a creare un’aura di tranquillità intorno a me.

sospetto a ore dieci.

Come non detto, sono comunque in una situazione di pericolo e l’adrenalina riparte. Le gemelle danzano nella direzione indicata…

falso allarme

Loro non possono rilassarsi mai o quasi. Meglio muoversi. Seguo il flusso dei passanti e mi trovo davanti un campo con un edificio nuovo, tutto a specchi che si integra perfettamente riflettendo parti degli altri edifici dello slargo. E’ uno spettacolo superbo, entro e scopro che è un museo costruito sul retro di Cà Loredan, lo stesso palazzo che fu venduto ai Vendramin nella mia Venezia.

Anche l’interno è pieno di specchi che moltiplicano l’immagine dei visitatori, insieme a scorci riflessi degli affreschi del Giorgione. Immagini olografiche tridimensionali di personaggi, in costume rinascimentale, camminano tra il folto pubblico come fantasmi, recitando la loro eterna commedia.

La mia scorta pare disorientata da tutte queste immagini che si sovrappongono, ma così sarebbe per chiunque altro. Finiamo nel caffè all’ultimo piano che offre una splendida vista sulla città. Jorgo presidia già un tavolo per me vicino alla parete di cristallo.

La granseola semplicemente bollita e condita con un filo di olio extravergine è anche qui il piatto superbo che pure gli orientali e i Colombiani, hanno imparato ad amare.

continua…

Record disoccupazione al 12,2%, invece quella giovanile diminuisce!


mia grecia piccolaby MarcelloCividini –

Si fa per dire, secondo il sedicente giornalista, è calata dell’1% dal 39,5% al 38,5%.

Ma dove trovano questi numeri quelli pagati per informarci?

Probabilmente qualcuno ha sentito che il figlio della portinaia da oggi fa il garzone, per consegnare il pane. Ha ha ha!

Se ci avete fatto caso, questa gente che dà i numeri sui giornali e sulla televisione non legge nemmeno cosa scrive.

I disoccupati dai 15 ai 24 sono una percentuale x, hanno anche scoperto che i disoccupati dai 15 ai 35 sono di più,  ma percentualmente di meno!

Tutti questi disoccupati di quindici anni ci saranno forse perchè dal 2007 l’età minima di legge per lavorare è 16 anni? 😀

Il sito dell’Istat non ci aiuta di più, perchè i numeri europei sono calcolati dai 20 ai 64 anni, mentre quelli italiani, sullo stesso documento, vanno dai 15 ai 29 nella tabella 4a e dai 15 ai 24 nella tabella 4b. Vedi documento sul sito istat.

Eppure ogni giorno continuano tutti a ridarci i numeri, tutti manipolati certo. Infatti escludono i cassintegrati, ci dicono i sindacati.

Già me li immagino i cassintegrati di 15 anni…

La morale è che nessuno è disposto a mollare il suo posto inutile, come i 61.000 dipendenti delle province che, continueremo a mantenere anche quando nel 2027 riusciremo a da abolirle.

“Crolla la domanda di energia, a rischio chiusura 4 raffinerie” – EUREKA!


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Il Ministro dello Sviluppo Economico, dal nome che forse non entrerà nella storia, lancia l’allarme, è preoccupato!

Quattro raffinerie in meno l’anno prossimo! Ohibò, se aggiungiamo anche il minor consumo di benzina per le automobili, quest’anno la nostra bilancia dei pagamenti rischia di finire in attivo!

Quello che non poté la campagna di sostituzione delle lampadine, il finanziamento del solare, dell’eolico, del biogas (per capirci le esalazioni degli escrementi di maiali e vacche) fu ottenuto dalla crisi. E lui è preoccupato per gli addetti al comparto petrolifero, che diminuiranno nei confronti degli addetti al solare.

E allora cosa pensiamo di fare per giustificare qualche decina di milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica, quattro città italiane non più inquinate dai miasmi della produzione di cui, prima o poi, i giudici scopriranno l’insalubrità?

Aumentiamo le accise sulla benzina, finanziamo un gasdotto dall’Azerbaigian e ci piangiamo un po’ addosso.

Ma la banda larga che in tutto il mondo civile sta facendo partire una nuova economia dov’é?

Con la sola multa per le quote latte, ignorate dai nostri governanti a caccia di consensi, si potrebbero coprire di fibre ottiche tutti i paesini d’Italia. Ognuno dei nostri comuni potrebbe attirare con i suoi monumenti, cibi e manifestazioni  il turismo qualificato del mondo.

Ma cosa stanno aspettando?

L’EXPO 2015

Che sforerà i costi già assurdi previsti, non avrà la metropolitana, non avrà i navigli, che non saprà dove mettere tutti quei turisti insieme, che fornirà loro pizze e hamburger congelati, che darà lavoro ai giudici per gli anni a venire.

Fino alle prossime elezioni che cambieranno tutto.

Ora, se i giovani Italiani non scendono ancora in piazza come i vari indignados dei paesi vicini, sarà perchè le loro mamme sono troppo possessive? Sarà perchè in fin dei conti le pensioni dei nonni bastano per tutti?

Probabilmente, come Papa Francesco ha lasciato trapelare, una vita da poveri non è poi così male.

Il Viaggiatore – 8° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

– Ecco fatto, a posto puoi andare. –

Sento che si sbloccano le cinghie e non ci vedo. La dottoressa mi aiuta ad alzarmi e sorreggendomi per il gomito, mi fa sedere su di un sedile più comodo, pure quello invisibile.

– Stai qui, bello calmo dieci minuti e poi puoi andare, ti ho messo qui i tuoi sacchetti. –

Mi fa toccare i manici di carta guidando la mia mano. Mi sento completamente indifeso. Ieri sera mi sentivo così sicuro e guarda come mi hanno ridotto. Se i mercenari mi trovassero ora Chissà cosa farebbero di me.

Dieci minuti sono lunghissimi quando mancano tutti i riferimenti, comunque passano e comincio a vedere qualche ombra. Non so quanto tempo passa ancora, ma a poco a poco vedo meglio e poi ancora meglio e poi meglio, come non ho mai visto in vita mia. L’euforia mi pervade ed un sorriso mi si allarga sul volto mentre ritorno sui miei passi verso l’uscita.

La pillola certo, se non la chiedo qui dove vado. Sempre all’incaricata del servizio informazioni. Questa volta esordisco con:

– Mi scusi non sono pratico sono un turista che viene dalla Colombia.-

– Ah sì ancora lei, a posto con gli occhi adesso? –

– Ehms… sì grazie avrei anche la pressione alta. –

– Sììììì… decimo piano, ma mi sa che a quest’ora non c’è più nessuno…-

Ci provo e sorprendo uno in camice che sta chiudendo una porta. Corro a spiegare la mia urgenza e mi fanno accomodare subito.

A torso nudo infilo le braccia in due tubi e mi misurano così. Per una terapia vera devono monitorarmi per un giorno, se sono lontano da casa è meglio che mi rivolga al mio medico al più presto. Per emergenza mi applicano sulla schiena un cerotto che funzionerà per una settimana. Me lo farò bastare, poi ci penserò.

Porto i miei acquisti in camera e mi cambio. Oggi mi sono dimenticato anche il pranzo, ma ho avuto il mio daffare e poi la luculliana cena di ieri sera mi era anche andata di traverso. Mancano ancora un paio d’ore all’apertura del ristorante. Sarò incosciente, ma ho deciso che me ne starò in piazza del Duomo a godermi la vista di un tramonto come fosse la prima volta della mia vita.

Un vino frizzante e secco dal nome sconosciuto, ma certamente con una base di uve Pinot, riempie un paio di volte il mio bicchiere mentre sgranocchio le mandorle salate che lo accompagnano. L’aria e splendida la gente non è mai stata così bella. Fra poco saprò la verità e la dovrò accettare comunque.

Ormai e buio pesto e le otto sono sicuramente già passate. M’incammino verso il mio obiettivo, entro nel bagno degli uomini e mi lavo le mani a lungo per aspettare che un cliente se ne vada. Ci mette un tempo infinito per asciugarsi le mani con un quadrato di stoffa rosso e poi si pettina anche, quasi urlo per farlo sbrigare. Finalmente esce e allora ho quasi paura di muovermi, poi mormoro:

– Arra… –

– Clunk –

Un oggetto cade da mezz’aria sul pavimento di marmo grigio.

– bentrovato Marco –

Mi riscorre il sangue nelle vene e ho una fame da lupi. Vado a cena vicino al mio albergo sul Naviglio, in un locale semplice, pieno di gente rumorosa e ridanciana.

Risotto alle ortiche e un semplice branzino cotto nel sale. Prima di dormire ho tenuto informato Arra delle mie conquiste di oggi. Arra mi spiega che i mercenari hanno solo dei sospetti su di me, altrimenti la loro azione sarebbe stata ancora più pressante.

Ogni dispositivo è cosciente dell’esistenza di tutti gli altri attivi della sua specie e quindi gli altri due presenti in questo mondo sentono la presenza del terzo.

I Viaggiatori che ne hanno il possesso e il potere che ne deriva, faranno di tutto per averlo o distruggerlo. Quando Arra è andato “a cavallo” è sparito anche dalla percezione degli altri, ora e ricomparso.

Domani penseremo alla difesa.

continua…