Il Viaggiatore – 16 ° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Eccoci a Roma. Prendiamo un’auto elettrica comunale per girare la città, al deposito della stazione. Bella idea si guida con uno joystick e s’incanala automaticamente sulle vie prescelte.

Seguendo il consiglio di Jorgo seleziono un itinerario turistico, per farmi un’idea della metropoli. Arra si occupa di cancellare le nostre tracce.

Guardo curioso se riesco a vedere qualche somiglianza con la Roma 709D, ma mi sembra tutto diversissimo. Il mio stomaco maltrattato dalla fuga e dalle merendine impacchettate si vendica con acidi riflussi.

Dopo una noiosa mezz’ora, ormai all’imbrunire, chiedo a Jorgo di scegliere un albergo del centro. Lasciamo la macchina al deposito automatico che si apre sotto il marciapiede, facendola sparire in attesa di un nuovo cliente.

Cavalieri di Malta, una scritta gotica e la croce dentata mi accolgono con discrezione. Edifico austero quasi spoglio con mobili di legno scuro e massiccio.

Mi sdraio sul letto della mia stanza millenaria, con un sospiro e mi rendo conto di non avere neanche un indumento di ricambio. Neanche la mia scorta del resto.

Decido di dedicare un’oretta agli acquisti e di saltare la cena. Anche oggi ne ho viste abbastanza. Sono sicuro che è notte piena, tutto è silenzioso. Il bicarbonato ha fatto il suo effetto, ma sono sveglio. Sento come un movimento d’aria e salto giù dal letto.

– Arra stasi –

Sento la voce di Jorgo che dice:

– Signore, non faccia rumore, sono io. –

Vedo che è lui dall’altra parte della stanza e torno tangibile. Jorgo mi fa il segno di silenzio appoggiando il dito indice della mano destra sul lato sinistro del naso. Apre una porticina bassa celata dietro un arazzo e infila il suo corpaccio dentro il pertugio.

– Mi segua Signore, nessun pericolo. –

Scendiamo una scaletta ripida e tortuosa. Jorgo ha una specie di lampada, ma il suo corpo riempie talmente l’angusto corridoio che poca luce cade sui gradini di pietra irregolare.

Arriviamo in una stanza, sempre di pietra piuttosto freddina illuminata fiocamente in modo indiretto. Mi rendo improvvisamente conto di essere in pigiama azzurro di cotone e piedi nudi. Il calo di adrenalina me lo fa notare di colpo.

– Cosa sta succedendo Jorgo? –

Chiedo appena entrato.

– La stanza è controllata, ma qui siamo al sicuro Signore, anzi Fratello. Scusami se non ho risposto al tuo saluto quando ci siamo visti la prima volta. Sono momentaneamente in una loggia coperta e quindi non posso palesarmi ai fratelli se non in emergenza. –

Che mi venga un colpo! Il mio giochino della stretta di mano massone viene finalmente buono dopo trent’anni. Non mi può nuocere più di quanto il resto dell’avventura mi stia portando.

Chiedo a Jorgo cosa succede ora e se c’è qualcosa per coprirmi. Si scusa per essere stato così precipitoso, ma il suo sistema di security l’ha avvisato di un’improvvisa falla di controllo sulla stanza dove dormivo e allora ne ha approfittato subito.

Apre un’enorme cassapanca di noce nero e ne estrae un mantello di velluto rosso pesante con i bordi di pelliccia bianca.. ermellino? Mi sembra quasi quello di un Papa… caldo però.

– Chi ci controlla, chi stava spiando la stanza? –

– Quasi tutti ci stanno controllando, la polizia Vaticana in primis. Poi di sicuro la Compagnia Finanziaria Toscana, la longa manus della famiglia de Medici, che non capisce da dove vengono i soldi che spendi, più alcuni servizi segreti delle maggiori potenze del momento. Cinesi, Mongoli, Colombiani ecc. –

– E… voi chi siete? –

continua…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...