Il Viaggiatore – 23° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Si alza in piedi agitato e chiama a raccolta i suoi accoliti, quasi ride e si scusa con me per la cena, ma deve dirlo a tutti ed esce dalla stanza. Finisco il vino e il cameriere me ne versa un altro.

– Servo il consommé signore? –

– Si grazie –

Qualcosa di caldo mi farà bene. Sorbisco lentamente il magnifico brodo di piccione assaporandone ogni goccia. Il cameriere mi propone altre portate, ma mi sento a disagio ad approfittarne e comunque le cose solide non mi attirano oggi.

Esco in corridoio e tutti sono agitati dalla nuova proposta. C’è un gran via vai e tutti quelli che m’incrociano inchinano la testa in segno di rispetto. Mi dirigo verso la mia stanza e trovo Jorgo, anche lui si congratula con me per l’idea.

Forse in questo Mondo non c’è stato Edward De Bono e nessuno sa cosa sia il pensiero laterale.

Non è tardi e m’invita a visitare il castello. Sale piene di storia, di armature, di dipinti. Il pezzo forte per lui è però la sala delle comunicazioni nei sotterranei.

Un’enorme schermo occupa metà della stanza. Sembra la base di lancio di Cape Canaveral. Diecine di operatori in divisa sono intenti alle loro scrivanie, piene di altri schermi ed apparecchiature.

Chiedo il perché della divisa e lui mi spiega come la sicurezza di routine, per essere efficace, debba essere affidata ad un’organizzazione di tipo militare. Solo i posti di comando e non tutti, sono lasciati ai civili.

Vorrei chiedere che differenza c’è tra Guardiani civili e Guardiani militari, ma non voglio addentrarmi in una disquisizione di cui in fondo, non mi frega niente.

La biblioteca è splendida, una sala lunga una quarantina di metri, alta tre piani tutti tappezzati di volumi rilegati in pelle.

Domani mi piacerebbe passarci qualche ora. Chiedo al bibliotecario se hanno qualcosa di leggero da leggere, tipo romanzo. Me ne mostra un’ala intera, ma io ne vorrei uno piccolo, da tenere in mano a letto o in bagno, prima di addormentarmi.

Gli unici libri piccoli, stampati su carta riso sono libretti di meditazione, me ne consiglia uno particolarmente buono, che prendo solo per creanza.

Qualche altro piccolo giro sbadiglioso e poi mi ritiro per riposare. Arra mi ragguaglia sul mio stato e mi dice di aver dissolto anche le placche di colesterolo che m’ingombravano le arterie.

Per due giorni solo riso integrale e limonata senza zucchero a litri, altro che amontillado e cacciagione. Mi detta anche una ricetta medica con tutti gli oligoelementi che mancano al mio organismo.

Ci vorrebbe troppo tempo per ricavarli da una normale alimentazione. Dopo i lavaggi vado a dormire. Apro il libro che mi ha dato il fratello bibliotecario, “Parole di Luce”, commentate e discusse dal sinodo dei vescovi. 😐

In concreto un libro magico, mi addormento di colpo con la luce accesa. 😉

Sogno. Sogno di mia moglie quando eravamo giovani sulla spiaggia, il sogno si fa agitato, quasi carnale. La scena si evolve e ora sono sulla stessa spiaggia, di giorno con una maglietta corta e senza mutande.

Io cerco di coprirmi, ma tutti mi stanno guardando, specialmente due ragazze che ammiccano e scopro d’improvviso che sono le gemelle Iris e Ines.

Mi prendono e mi toccano sinuose, lascivamente e qui mi sveglio, in piena erezione con il pigiama tutto bagnato.

Non mi succedeva da chissà quanti anni. Vado in bagno a cambiarmi, ringalluzzito dalla nuova scoperta. Nuova esigenza anche, il mio corpo sta rispondendo alle cure e gli ormoni tornano a circolare.

Torno in camera allegro e felice e spengo la luce.

continua…

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