Il Viaggiatore – 36° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

In coda all’unica cassa, mi faccio scrutare dalle massaie venute a fare la spesa. Anch’io scruto i loro acquisti. Dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei, dicevo una volta. Qui tutte hanno comprato le salcicce di sugna.

Arrivo con la mia unica scatoletta di beluga che costa quattro dinar. Vicino alla cassa trovo anche uno spazzolino a righe bianche e rosse e un rasoietto monolama di plastica rosa.

Mi guardano come fossi un extraterrestre. Poco male lo sono.

E’presto per andare a cena in locanda, ma non mi arrischio ancora ad entrare nell’osteria, una specie di antro buio davanti al quale sostavano prima i miei assalitori.

C’è un negozio di libri, è il primo che vedo sul pianeta da quando sono arrivato. Dove c’è un libro c’è civiltà ed entro. Non ci sono clienti, scorro rapidamente le sezioni di pubblicazioni nei fioriti caratteri locali.

Ne apro uno a caso, carta riciclata giallastra, poche illustrazioni in bianco e nero, qualche disegno. Ho un libro di chimica organica in russo, come questo, a casa, un milione di anni luce da qui. Non l’ho mai buttato perché i libri si tengono e poi le formule chimiche sono universali.

In fondo al negozio c’è qualche libro più colorato per bambini. Una guida locale in italiano sommario, descrive reperti dell’età del bronzo trovati in zona, conservati nel museo comunale.

Ci sarebbe anche un monastero dell’anno mille a un paio di chilometri da qui. Di monasteri in questa storia ce ne stanno già troppi. Che mi credevo di trovare, sto solo passando il tempo.

E’ buio fuori quando esco e la piazza è poco illuminata. Meglio che me ne vada in locanda. Non voglio istigare maggiormente i coraggiosi locali a tentare di derubarmi.

Continua a nevicare e ormai ce ne sarà almeno venti centimetri. Arrivo al mio ricovero e sono accolto da un caldo odore di cipolla e pomodoro. Sembra quasi di essere arrivati a S. Marzano verso l’ora di pranzo, la cena è fra mezz’ora.

La doccia è in corridoio, l’acqua poca ma almeno è calda e mi rilassa come sempre. Anche la mano non mi fa più molto male.

Scendo e mi siedo ad una tavolata lunga con quattro avventori già accomodati. Bevono vino rosso, in Armenia facevano il vino prima dei Greci.

Mi siedo e una fantesca ombrosa mi porta un bicchiere di vetraccio che peserà mezzo chilo, la bottiglia è in comune. Assaggio il vino è forte e aspro, ma non è malaccio.

La donna porta un piatto alla volta tenendolo con due mani, una specie di sbobba, sembra a base di riso e pomodoro. Arriva anche il mio turno e lei rivolta a me profferisce:

– Eetch –

Al mio sguardo interrogativo ripete:

– Eetch –

é il nome del piatto e la base non è riso è grano

Mi suggerisce Arra. Il profumo è gradevole, ma lo assaggio con circospezione…

Buo-nis-si-mo, il pomodoro è dolce, sento il pepe, il cipollotto, il prezzemolo e il limone, tanto limone, che dà al grano spezzato una dimensione di acidità inattesa.

Altro che sbobba, è un piatto povero, ma così buono che mi fa vergognare della scatoletta di beluga che ho in tasca.

L’allegra fantesca mette in mezzo al tavolo un cestino pieno di Lavash, sono delle spianate di pane croccante letteralmente ricoperte di spezie di vari colori.

Non appena ho finito il piattone di Eetch, si come uno starnuto, sequestro il cestino e scelgo ben tre pezzi. I compagni di tavola mi guardano tra il divertito e l’incredulo.

Ne ho uno con il pepe, uno col sesamo nero e l’altro con un’erba che sembra origano. Li sgranocchio lentamente uno dopo l’altro. Quando ho finito con un altro bicchiere di vino sono pronto per andare a dormire.

La corriera parte alle sei, chiedo la sveglia per le cinque. Posso dormire tranquillo perché Arra non dorme mai e poi ho anche messo la mia unica sedia, inclinata sotto la maniglia della porta. 😉

continua…

Fantascienza e cucina


Fantascienza e cucina = Fantacooking ? Sci-fi Gourmandise,  Fantacucina o Fantafoodie (segnalato da Olivia)

Che sia un nuovo genere letterario? 😉 L’unica citazione inerente al cibo nei romanzi di fantascienza è l’ormai vecchio e stantio biscotto verde Soylent Green del 1973.   Sì nei duemila romanzi di sci-fi letti in una vita, al di fuori delle pillole o delle razioni di emergenza non ne avevo mai trovato traccia.

Chissà perchè gli scrittori di fantascienza hanno tenuto poco conto del cibo dei loro personaggi. Nella letteratura gialla primeggia Nero Wolfe. Poi ci sono il commissario Maigret e il commissario Montalbano. Eppure anche nelle avventure ai confini della realtà i nostri eroi potrebbero trarre piacere dalla gastronomia.

In realtà non ci avevo neppur lontanamente pensato quando tre anni fa scrissi il primo romanzo. Semplicemente mentre i miei personaggi si muovevano nei loro mondi dovevano per forza interfacciarsi con i bisogni corporali e così mi è venuto naturale farli mangiare bene.

L’ho capito solo leggendo le poche recensioni su Amazon.it al mio secondo romanzo “il viaggiatore”, autopubblicato certo con lo pseudonimo Mac Civis. Chi ti pubblica fantascienza in Italia oggi?

Ne riporto alcuni estratti dalle recensioni  :- …ironia miscelate con descrizioni accurate anche e soprattutto dei cibi e dei piatti che il protagonista incontra durante il suo “soggiorno” interdimensionale.-

Oppure :-  Gli aromi di quello che descrivi, avendoli giá provati, ti sembra di sentirli veramente man mano che vai avanti con la lettura e sono un ottima aggiunta alla storia.

O ancora :- ...che permette al protagonista di soddisfare le proprie voglie, soprattutto culinarie. Sarò ingrassato dieci chili solo leggendolo.

Ricapitolando, ora che ho scoperto di aver quasi iniziato un nuovo genere letterario sto qui ad aspettare che le varie televisioni facciano a gara per ospitarmi nei loro talk show o devo invitare gli editori rimasti per mettere all’asta i diritti di pubblicazione? 😀

Visto che niente di questo succederà, gustatevi voi le mie storie e magari consigliatele ai vostri amici.

PS

Mi risulta che Massimo Mongai, Premio Urania 1997 abbia scritto un romanzo sci-fi di argomento cucina con “Memorie di un cuoco di Astronave” e ci abbia riprovato con con “Memorie  di un cuoco di un bordello spaziale”

Su Twitter avevo iniziato…


…a pubblicare il Viaggiatore 140 caratteri alla volta!

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Sì è + di un anno che posto pezzettini di romanzo. La cosa ha ottenuto qualche estimatore, più x l’idea che altro. 😉

L’altro inconveniente è che per leggere i Tweet vecchi bisogna ricercarli all’indietro. Quindi chi mi ha seguito su @Il_viaggiator merita un sacco di considerazione.

Potrei ripubblicarlo qui, a capitoli… e annunciare, man mano su Twitter, che è disponibile una nuova puntata. Almeno durerebbe x un po’.

No, ma non  vi farei aspettare 3.214 giorni come le puntatine di 140 caratteri. 😛

Meglio una pagina al dì oppure è meglio una decina alla settimana, come sui periodici di una volta?

Fatemelo Sapere 😉

Intanto guardatevi il promo casalingo.

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Il 3° romanzo non ha ancora il titolo


mia grecia piccolaby MarcelloCividini

Un supereroe al contrario.

La sua dote, se così si può chiamare, è strana… porta Scalogna.

Basta che si interessi a qualcuno o a qualcosa e le infinite probabilità che ci stanno davanti prendono una piega negativa.

La nostra vita corre in equilibrio sulla lama di un rasoio, le alternative cadono a destra e a sinistra ogni momento.

Molti personaggi nella nostra storia recente e passata sono stati legati a questa inusitata anomalia. Il Principe di Ventignano di Napoli è ricordato per i disastri che accadevano a chi gli stava vicino. Gregorio de Laferrère (1867-1913) scrisse nel 1904 una famosa piece teatrale da cui fu tratto poi un film nel ’38. Pirandello ci scrisse una commedia, a Patenti dove lo jettatore Chiarchiaro (interpretato in uno sketch da Totò) chiedeva al giudice del tribunale il diritto di esercitare ufficialmente la jella.

Cantanti, uomini politici, giornalisti hanno guadagnato a ragione o torto questa nomea.

Insomma ho scritto un romanzo che parla di questo.

Il mio supereroe jettatore riesce a farne una professione. Non è facile celare questi poteri a lungo. Se sono veri si possono usare per piegare il destino. Allora sicuramente interesseranno a qualcuno che non lavora alla luce del sole.

Come lo chiamo? 😉

  1. Io porto Sfiga
  2. Jella
  3. Il Rasoio di Occam
  4. Il Portatore Sano (suggerito da Viviane Mattozzi – BrasItalia)
  5. ?

Il secondo romanzo…


mia grecia piccolaby MarcelloCividini

Il secondo romanzo ha un titolo altisonante.

“LA FINE DEL LAVORO”

Sarebbe lo stesso titolo di un famoso saggio di Jeremy Rifkin, che già nel 1996, descrive la situazione di declino del lavoro così come noi lo conosciamo. Siamo in troppi su questo pianeta e le macchine ci stanno sostituendo in tutti lavori privi di skill.

Da questa idea parte l’immaginazione a speculare su quale società ci aspetti nel futuro prossimo o remoto. La nostra storia parte in una giornata particolare, è il primo giorno di lavoro di Minoo.

Ecco l’incipit.

twiiiiiiiii… –

– acc… –

Ho sempre mal sopportato il suono della sveglia… ancora cinque minuti…

– twiiiiiiii… –

– Mi alzo, mi alzo –

A chi lo dico poi, non c’è nessun altro nel mio aparto. Oggi è il primo giorno di lavoro. Mi trascino al blocco pulizia con mosse da sonno. Mi devo dare una bella lavata. Inserisco la mia chiave controllo acqua, ce ne sarà almeno una ventina di litri, quello che basta per le docce hipress di una settimana. E’ l’unica cosa che mi piace della sveglia, i getti di vapore fresco che mi inondano nel…

ecco la nuvola delle parole che lo compongono…

Analisi parole la fine del lavoro

Vorrei condividere con tutti la scelta editoriale. Cosa mi consigliate?

Devo cercare un editore?

Devo autopubblicarlo in ebook come l’altro, per venderne 100 copie in un anno?

Lo pubblico gratis su iTunes come Il profumo del Panettone che sta anche su un’altra pagina di questo sito?

Ho scritto 3 romanzi


Il ViaggiatoreHo scritto 3 romanzi.

Ho pubblicato il primo online, dal titolo il Viaggiatore,  sotto lo pseudonimo di Mac Civis, e ne ho venduto un centinaio di copie.

Lo puoi trovare su vari siti online in formato ebook.

Su Amazon http://amzn.to/13JwHX2

Su iTunes http://bit.ly/13JwV0o

Per chi ha bisogno del formato cartaceo

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=616282

Molti mi hanno scritto che è piaciuto 😉

http://www.booksblog.it/post/8669/il-viaggiatore-di-mac-civis

Certo senza promozione editoriale è + difficile 😛

mia grecia piccolaby MarcelloCividini