Luigi ce l’ha fatta ancora


Quanti saranno in Italia a parlare di Personal Branding?

Se lo chiedete a Google sui 372.000 link che corrispondono a “personal branding italia” i primi 6,830 vi portano da Luigi Centenaro.

Sono suoi i libri più venduti sull’argomento ed è talmente gettonato che se volete incontrarlo per caso lo trovate più facilmente nelle stazioni o negli aeroporti.

E’ il nostro campione indiscusso e adesso ne ha inventata un’altra.

Cercando di semplificare l’approccio al suo collaudato sistema di costruzione del brand personale, affinato in dieci anni di studio e consulenza, ha approcciato la sistematizzazione del processo in forma grafica. L’ispirazione viene dal modello di Alex Osterwalder and Yves Pigneur’s, adattato al Personal Branding.

Sarà stata la sua docenza al nostro master SNID del Politecnico di Milano, sarà stata l’esperienza in tutte le scuole che contano nel paese o tutti i libri che ha studiato, ma adesso è sortito con “The Personal Branding Canvas”.

Il suo sistema favorisce la co-creazione e con il download gratuito del modello qui + un bel blocchetto di postit, vi mette in mano uno strumento professionale degno delle migliori scuole del mondo intero.

Certo voi ci dovete mettere la testa e quella si cambia solo con la vostra volontà. 😉

Grazie Luigi per tutto questo lavoro.

PS

Anche il nostro Master utilizzerà “The Personal Branding Canvas”

Odio essere d’accordo con #Grillo


Odio essere d’accordo con Grillo, ma la settimana scorsa quando diceva che il lavoro non tornerà più, aveva purtroppo ragione. Non l’ha mica pensato lui da solo, no. Già Jeremy Rifkin aveva scritto un famoso saggio nel 1995. “La fine del Lavoro”

Io, nel mio piccolo, ci ho scritto pure un romanzo con lo stesso titolo che prima o poi pubblicherò.

Nessuno dei nostri vecchi politici indottrinati lo può ammettere. E i “giovani” che si affacciano sulla scena sono talmente ingessati (tipo Fassina) che il solo pensiero fa loro orrore.

Non è un problema italiano, è mondiale. I nuovi lavori che si creano sono per il 90% sottopagati. Per il restante 10%, lavori nuovi, occorrono livelli di bravura che i viziati bamboccioni che affollano le nostre discoteche non arrivano neppure a immaginare.

E sì, è ora di cambiare solfa. Non ci sono alternative al di fuori dell’assegno sociale. Chi volesse di più deve meritarsi il lavoro, che sarà sempre più fluido e inaccessibile.

Non temete, il processo agonico sarà lungo perchè i milioni di inetti che occupano posti inventati, senza peraltro averne il merito, opporranno un strenua resistenza.

Se tirano troppo la corda però saranno pure i primi a soccombere. Non vi siete accorti che siamo prossimi alla bancarotta? Sapete cosa significa? Non avete letto le storie sull’Argentina?

Banche chiuse! I vostri liquidi sono Kaput.

Merci di importazione! Tipo benzina, farmaci, materie prime, finchè durano le scorte, poi mercato nero, poi basta.

Merci locali e cibo! I contadini diventano i nuovi ricchi, vi ricordate le tessere? ma se non avete nulla da barattare potete diventare ladri o soccombere.

Lo sapete che se oggi vi succedesse di essere ricoverati in ospedale in Grecia, dovreste portarvi le medicine? Le multinazionali in arretrato coi pagamenti di 4 anni hanno chiuso i rubinetti.

E ora le buone notizie. Per istituire l’assegno sociale, basterebbe tagliare le pensioni sopra i 3.000 € al mese. Eliminare le province. Chiudere gli enti inutili. Eliminare gli sprechi. Con i risparmi potremmo dedicarci alla formazione dei più meritevoli. Far fiorire così Scienza ed Arte. Ho la vaga impressione che per ottenere questo risultato occorrerebbe prima bruciare Il Parlamento.

Un’altra soluzione semplicissima sarebbe quella di eliminare subito il denaro contante. Ma per questo tipo di soluzione, apparentemente semplice, occorrerebbe che quando il Parlamento dovesse bruciare, dovrebbe pure essere in sessione plenaria.

Mi costa un casino ma oggi devo ringraziare Fastweb


Mi costa un casino ma oggi devo ringraziare Fastweb 😉

Abitando in collina devo lottare ogni giorno con la connessione ADSL. I miei lavori, se escludo la cucina, sono ormai tutti incernierati sul web. Forse pure voi seguite i miei blog, snid.eu o i vari Social.

Ormai anche studiare passa dal web e anche quando scrivi, la rete ti aiuta a controllare un dato prima di scrivere cazzate. Trovare la strada per raggiungere una nuova location non passa più delle Pagine Gialle. Cercare un programma per disegnare un progetto o anche solo relazionarsi con gli altri, diventa problematico.

Insomma io sono prigioniero di Fastweb, dopo esserlo comunque stato di quasi tutti gli altri operatori. In città seppur con inconvenienti si riesce a navigare. Qui sul lago di Como solo sporadicamente.

Così ho imparato a suddividere il lavoro a piccoli morsi. Suddivido i testi in pezzettini. Faccio il resize delle immagini prima di caricarle. Lavoro sui file locali in attesa che si riallineino con quelli nella cloud.

Quando growl mi avvisa, mando via le mail che ho preparato. In genere non riesco neppure a mandarle tutte.

Quando proprio non ne posso più chiamo il 192193. Ormai conosco un casino di operatrici di call center. Laura e Manuela mi sono capitate più volte.

Tutte gentilissime mi aprono un intervento tecnico che nel giro di quarantotto ore (nel frattempo gioco a tombola) verificherà in centrale e poi sposterà il tubo da qualche altro malcapitato che protesta meno di me. Per qualche giorno tutto filerà quasi liscio e poi la storia infinita ricomincerà. 😦

Stamattina ho resistito fino alle undici, poi ho telefonato, parlato con Manuela, stessa storia.

Poi ho realizzato che era l’estate di San Martino. Sapete quando i braccianti nelle campagne si trasferivano da una mezzadria ad un’altra.

Ho tirato fuori la moto e ho deciso di sfruttare la bellissima giornata. Vento forte aria cristallina.

Il lago increspato dal Tivano era blù tendente alla carta da zucchero. Le cime dei monti, già incappucciati dalle prime nevi, si potevano quasi raggiungere con la mano.

Gli amici americani direbbero breath taking view. Un panorama così bello da togliere il respiro.

Tremezzo semivuota in tutto il suo splendore. Un panino al sole, in un baretto di Menaggio riparato dal vento.

A Domaso un paio di windsurfer solcavano le acque a velocità inaudita. Un caffè a Colico davanti all’arrivo del battello. Ho pure comprato la farina di segale per fare il pane domani. 😉

Per una volta grazie Fastweb.

Calderoli è ignobile, oggi ne parlano tutti e intanto la mafia ride


Si certo come si fa a non indignarsi per questi ominidi che abbiamo al potere. Pure questo Bondi che attribuisce il cancro dei Tarantini a troppa nicotina fa notizia. Su twitter, l’hashtag #Bondi imperversa.

Certo il trend è cavalcato pure dagli amici di Sydney con la pubblicità a Bondi Beach, ma si sa il web è leggero.

Si parla anche del blitz delle nostre forze dell’ordine per espellere inopinatamente chi si rifugia da noi senza neppure avvertire il ministero degli Interni. Appena sabato la notizia principale era che pure i saldi erano calati del 15%.

Che notizie sono? Nemmeno il mondo in fermento ci interessa più. Solo quando muore qualcuno in modo efferato o un disastro devasta intere nazioni.

E così anche oggi è andata liscia per le MAFIE (se vogliamo tenerne conto dobbiamo scriverlo maiuscolo) che stanno come sempre, silenziosamente avanzando dappertutto.

Per vendere i giornali e i telegiornali non interessa a nessuno:

Che quasi in ogni cantiere pubblico le fondamenta siano tappezzate di rifiuti tossici,

Che buona parte delle liquidità delle banche venga da soldi da riciclare

Che i videopoker continuano ad espandersi

Che nessuno riesce a semplificare la burocrazia

Che un’azienda su quattro sia ormai contagiata dall’usura o peggio

Che il 90% dell’evasione accertata non sia riscuotibile

Quando saremo tutti dipendenti dalla MAFIA non ce ne accorgeremo neanche. I padroni dei voti mettono al potere chi vogliono da tanti anni. Fanno studiare i propri figli all’estero lontani da ogni sospetto per reimportarli ai posti di potere.

Finanziano i palazzinari per mascherare la facciata, ma il risultato si vede e noi felici e tranquilli ci indigniamo per l’odontotecnico di Bergamo che si fa chiamare dentista.

E voi di che cosa vi preoccupate? Il mondo va avanti

Standard & Poor’s ci declassa a BBB, ma non hanno capito un cz!


mia grecia piccola by MarcelloCividini –

Certo, gli analisti finanziari non capiscono un cazzo dell’Italia. E fin qui i nostri governanti hanno ragione. Non la capiscono loro l’Italia, cosa vogliono capire questi analisti finanziari d’oltre oceano?

Allora continuano a spendere i soldi che NON abbiamo per le manovrine, gli aggiustamenti, le limature, le coperturine.

Nessuno al governo pensa neppure lontanamente a toccare i veri problemi di spesa e cioè la corruzione, le clientele e le pensioni che non hanno mai avuto una copertura di versamenti reali. Non dico di toccare le minime, equivarrebbe a toccare un assegno sociale. Ma le pensioni d’oro, che sono veramente tante, si sentirebbero.

Cosa dire delle possibilità di potenziale sforamento del debito, concesso dall’EU e tanto sbandierata qualche giorno fa? Potremo indebitarci ulteriormente per i grandi lavori: autostrade, trafori e ferrovie?

Ma chi le vuole?

E’ vero nessuno ha la formula magica perchè NON esiste.

Pochi rimedi di base funzionerebbero ma NESSUNO di chi sta al governo ha la minima intenzione di metterci mano, perché perderebbe i clientes che lo sostengono.

Fare tutto il possibile per rivendere i nostri titoli di stato agli Italiani come fanno in Giappone.

Per quanto riguarda l’edilizia, abolire qualsiasi nuova costruzione finché, la quasi totalità degli spazi inutilizzati venga restaurata/ristrutturata/valorizzata.

Messa in sicurezza idrogeologica e antisismica di tutta l’Italia. Un sacco di lavoro per tante piccole imprese per tanti anni. Il prodotto interno lordo della Turchia aumenterà del 10% per i prossimi 20 anni solo per questo.

Rinunciare alla seconda macchina si può facilmente. Con un piccolo sforzo per chi sta in città anche la prima potrebbe diventare inutile e antieconomica.

Chiuderebbe la Fiat e pure le acciaierie che la forniscono? Centomila posti di lavoro altamente inquinanti persi. Il lavoro si troverebbe nella ricostruzione e quando la ricostruzione fosse finita non saremmo solo il più bel paese del mondo da visitare, sarebbe anche pieno di servizi che tutti i visitatori saprebbero apprezzare.

Peccato che fino a che non scenderemo in piazza rimanga solo un bel sogno.

Record disoccupazione al 12,2%, invece quella giovanile diminuisce!


mia grecia piccolaby MarcelloCividini –

Si fa per dire, secondo il sedicente giornalista, è calata dell’1% dal 39,5% al 38,5%.

Ma dove trovano questi numeri quelli pagati per informarci?

Probabilmente qualcuno ha sentito che il figlio della portinaia da oggi fa il garzone, per consegnare il pane. Ha ha ha!

Se ci avete fatto caso, questa gente che dà i numeri sui giornali e sulla televisione non legge nemmeno cosa scrive.

I disoccupati dai 15 ai 24 sono una percentuale x, hanno anche scoperto che i disoccupati dai 15 ai 35 sono di più,  ma percentualmente di meno!

Tutti questi disoccupati di quindici anni ci saranno forse perchè dal 2007 l’età minima di legge per lavorare è 16 anni? 😀

Il sito dell’Istat non ci aiuta di più, perchè i numeri europei sono calcolati dai 20 ai 64 anni, mentre quelli italiani, sullo stesso documento, vanno dai 15 ai 29 nella tabella 4a e dai 15 ai 24 nella tabella 4b. Vedi documento sul sito istat.

Eppure ogni giorno continuano tutti a ridarci i numeri, tutti manipolati certo. Infatti escludono i cassintegrati, ci dicono i sindacati.

Già me li immagino i cassintegrati di 15 anni…

La morale è che nessuno è disposto a mollare il suo posto inutile, come i 61.000 dipendenti delle province che, continueremo a mantenere anche quando nel 2027 riusciremo a da abolirle.

“Crolla la domanda di energia, a rischio chiusura 4 raffinerie” – EUREKA!


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Il Ministro dello Sviluppo Economico, dal nome che forse non entrerà nella storia, lancia l’allarme, è preoccupato!

Quattro raffinerie in meno l’anno prossimo! Ohibò, se aggiungiamo anche il minor consumo di benzina per le automobili, quest’anno la nostra bilancia dei pagamenti rischia di finire in attivo!

Quello che non poté la campagna di sostituzione delle lampadine, il finanziamento del solare, dell’eolico, del biogas (per capirci le esalazioni degli escrementi di maiali e vacche) fu ottenuto dalla crisi. E lui è preoccupato per gli addetti al comparto petrolifero, che diminuiranno nei confronti degli addetti al solare.

E allora cosa pensiamo di fare per giustificare qualche decina di milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica, quattro città italiane non più inquinate dai miasmi della produzione di cui, prima o poi, i giudici scopriranno l’insalubrità?

Aumentiamo le accise sulla benzina, finanziamo un gasdotto dall’Azerbaigian e ci piangiamo un po’ addosso.

Ma la banda larga che in tutto il mondo civile sta facendo partire una nuova economia dov’é?

Con la sola multa per le quote latte, ignorate dai nostri governanti a caccia di consensi, si potrebbero coprire di fibre ottiche tutti i paesini d’Italia. Ognuno dei nostri comuni potrebbe attirare con i suoi monumenti, cibi e manifestazioni  il turismo qualificato del mondo.

Ma cosa stanno aspettando?

L’EXPO 2015

Che sforerà i costi già assurdi previsti, non avrà la metropolitana, non avrà i navigli, che non saprà dove mettere tutti quei turisti insieme, che fornirà loro pizze e hamburger congelati, che darà lavoro ai giudici per gli anni a venire.

Fino alle prossime elezioni che cambieranno tutto.

Ora, se i giovani Italiani non scendono ancora in piazza come i vari indignados dei paesi vicini, sarà perchè le loro mamme sono troppo possessive? Sarà perchè in fin dei conti le pensioni dei nonni bastano per tutti?

Probabilmente, come Papa Francesco ha lasciato trapelare, una vita da poveri non è poi così male.

Fantascienza e cucina


Fantascienza e cucina = Fantacooking ? Sci-fi Gourmandise,  Fantacucina o Fantafoodie (segnalato da Olivia)

Che sia un nuovo genere letterario? 😉 L’unica citazione inerente al cibo nei romanzi di fantascienza è l’ormai vecchio e stantio biscotto verde Soylent Green del 1973.   Sì nei duemila romanzi di sci-fi letti in una vita, al di fuori delle pillole o delle razioni di emergenza non ne avevo mai trovato traccia.

Chissà perchè gli scrittori di fantascienza hanno tenuto poco conto del cibo dei loro personaggi. Nella letteratura gialla primeggia Nero Wolfe. Poi ci sono il commissario Maigret e il commissario Montalbano. Eppure anche nelle avventure ai confini della realtà i nostri eroi potrebbero trarre piacere dalla gastronomia.

In realtà non ci avevo neppur lontanamente pensato quando tre anni fa scrissi il primo romanzo. Semplicemente mentre i miei personaggi si muovevano nei loro mondi dovevano per forza interfacciarsi con i bisogni corporali e così mi è venuto naturale farli mangiare bene.

L’ho capito solo leggendo le poche recensioni su Amazon.it al mio secondo romanzo “il viaggiatore”, autopubblicato certo con lo pseudonimo Mac Civis. Chi ti pubblica fantascienza in Italia oggi?

Ne riporto alcuni estratti dalle recensioni  :- …ironia miscelate con descrizioni accurate anche e soprattutto dei cibi e dei piatti che il protagonista incontra durante il suo “soggiorno” interdimensionale.-

Oppure :-  Gli aromi di quello che descrivi, avendoli giá provati, ti sembra di sentirli veramente man mano che vai avanti con la lettura e sono un ottima aggiunta alla storia.

O ancora :- ...che permette al protagonista di soddisfare le proprie voglie, soprattutto culinarie. Sarò ingrassato dieci chili solo leggendolo.

Ricapitolando, ora che ho scoperto di aver quasi iniziato un nuovo genere letterario sto qui ad aspettare che le varie televisioni facciano a gara per ospitarmi nei loro talk show o devo invitare gli editori rimasti per mettere all’asta i diritti di pubblicazione? 😀

Visto che niente di questo succederà, gustatevi voi le mie storie e magari consigliatele ai vostri amici.

PS

Mi risulta che Massimo Mongai, Premio Urania 1997 abbia scritto un romanzo sci-fi di argomento cucina con “Memorie di un cuoco di Astronave” e ci abbia riprovato con con “Memorie  di un cuoco di un bordello spaziale”

Quelle diecimila ore…


…che servono per diventare i nuovi esperti di social network

mia grecia piccolaby MarcelloCividini

Decisamente siamo immersi nel cambiamento. Il posto fisso non esiste più. Le professioni dei nostri padri, quand’anche esistano ancora, sono talmente cambiate che loro non le riconoscerebbero. A una Libia che diventa democratica corrisponde una Repubblica Bielorussa che diventa un regno (prova generale per il let’s pretend re Putin). A un voto quasi libero in Egitto, corrisponde la tassa per votare che il Texas ha applicato alle ultime elezioni.

Da noi, per liberarci di alcuni statali inutili dovremo pagargli la pensione. Il solo deficit annuale del loro istituto Inpdap vale un paio di manovre fiscali. Le proposte intelligenti si sfracellano rovinosamente contro le lobby inamovibili del parlamento. Ormai consigliamo ai figli degli amici di andarsene a cercar fortuna all’estero come nel secolo scorso.

Sveglia! Questa è solo una trasformazione, il mondo non ha mai smesso di cambiare. La lotta è qui, ora, nel nostro magnifico, profondo, bistrattato, unico, strato culturale. Occorre solo studiare, lavorare, studiare di più, lavorare di più. Negli ultimi 20 anni ci hanno spacciato che sarebbe bastato farci furbi e il risultato è che troppi blaterano invece che lavorare.

 Nel frattempo Malcolm Gladwell ci ha sbattuto in faccia che, oltre al talento, occorrono almeno 10mila ore di studio e pratica per diventare esperti di qualsiasi cosa.

Questo significa che anche nel mondo della rete, tranne poche eccezioni, siamo circondati da dilettanti. Quanti sono gli esperti di Twitter che hanno passato 6 ore ogni giorno degli ultimi 5 anni a sperimentare i 140 caratteri? Hanno passato anche 6 ore in Fb? Più 4,5 ore a giocare con adwords negli ultimi 7 anni? Beh, più un po’ di ore quotidiane per scrivere un blog e connettersi a Linkedin, Viadeo e Xing e ottimizzare le keywords ecc. Quante ore hanno lavorato sui social network centinaia di sedicenti esperti, i cosiddetti #castadigitale, in altre parole chi fa più casino vale di più?

Un bel giorno mi sono chiesto se non sarebbe stato possibile riunire un gruppo di esperti veri, non tuttologi o fuffologi, per creare una scuola che si occupasse della materia. Social network, un settore con tutta l’aria di diventare basilare anche per la nostra economia, occupato, ancora una volta, dai discendenti dei pubblicitari. Social media lo chiamano. Dieci anni fa chiamavano gli odiati bannerInternet media. Per loro nulla pare cambiato, la notorietà non si costruisce, si compra. Al massimo l’hanno definitaearned media.

Io volevo una scuola che eliminasse dal pensiero la parola media, nella sua accezione speculativa. Un anno di lavoro duro che potesse aumentare il capitale di conoscenza dei social network, della dibattuta influence e del design di questa interazione vitale, di un fattore 4000 o giù di lì. Presentai l’idea al Politecnico di Milano e per una strana combinazione di eventi (anche questa cara a Malcolm) l’idea di #SNID divenne reale.

Mi servivano “veri esperti” over 10K, da trovare in rete, naturalmente. Costruimmo con Marisa Galbiati e Andrey Golub il nucleo originario del Comitato Scientifico e aprimmo subito il sitoper mettere insieme gli argomenti che avremmo trattato. Lezioni frontali, esercitazioni collettive e stage per 1500 ore. Personal branding per altre 1500 ore e almeno 1000 o più ore di stimoli, indotti dai target mirati. Raggiungere le 4000 ore in un anno costituirebbe un grosso capitale. Se gli studenti che arrivano a noi non fossero proprio digiuni possono appiccicarci almeno 1000 ore di esperienza precedente.

Significa che con l’abbrivio che gli daremo, in un paio di anni diventeranno una bella categoria di esperti. Li abbiamo chiamati Snìder e si faranno onore in rete. Il nostro Master partirà il 7 Gennaio del 2013 e ogni giorno continuiamo a sviluppare il programma, perché la rete cambia ogni minuto e i nostri docenti +10K cambiano con lei. Stay tuned e mandateci i figli dei vostri amici.

E ora un po’ di informazioni pratiche. Il programma del Master SNID include 10 differenti moduli:

1. Contenuti – Organizzazione, aggregazione, trasformazione, ottimizzazione dei contenuti multimediali. Utilizzo di piattaforma dedicata di blog TV, Viral marketing, Applicazioni e Widget con particolare attenzione alle dinamiche del remix e dei Creative Commons. Come affrontiamo la sfida di rendere appetibile la Divina Commedia online?

2. P2P Economy – Una nuova forma di economia sta prendendo piede nella rete. Sharing è la parola d’ordine che ha il potenziale di scassare il sistema in cui viviamo, “Essere e non avere” è il monito che ci ha lasciato Erich Fromm. Abbiamo bisogno di tutte quelle automobili che stanno ferme per strada? La nostra società è organizzata solo per una crescita continua che ormai sappiamo tutti, essere fisicamente impossibile. Chi garantisce le valute di scambio che si stanno diffondendo ovunque, dal Sardex ai BitCoin ai Microsoft Points. Quali tasse dovremmo pagare per lo scambio dell’ospitalità, per gli sconti del 90%, per gli inviti a cena, per i nostri like, per il lavoro svolto insieme ad altri cento designer, mille architetti, diecimila programmatori? Le nuove banche saranno le società telefoniche o Google e FB?

3. Social Network – Evoluzione concettuale dei differenti aspetti della condivisione dei contenuti e di locationdatingbusiness e job finding. Studio e logiche dei software di creazione dei SN.

4. Influence – Il semplice utilizzo della parola influence è in aumento esponenziale sulla rete. L’influenza si può ottenere solo con un duro lavoro di creazione della fiducia. La semplice verità non basta. Ci arriviamo attraverso l’analisi e l’utilizzo dei fattori che regolano da sempre i rapporti umani. Ci occuperemo deldesign e dello sviluppo della reputazione online. È una nuova scienza che possiamo applicare al singolo, alla marca o anche alla costruzione del prossimo ritrovato orgoglio nazionale?

5. Web – Analisi dell’architettura e usabilità del Web, affronteremo le tematiche progettuali dei siti, dell’email, dei web magazine e dell’e-commerce. Le logiche di crowdsourcinggamification econnected home aprono nuovi fronti e nuove opportunità. Siete già pronti a coglierle?

6. Comunicazione Social – Come evolve la comunicazione della Marca 2.0 della nuova Social Enterprise. Anche la politica non può più trascurare questa forma di rapporto e sempre più vedremo nuovi approcci di e-government e istituzioni. Tutto il settore non-profit si sta espandendo sui nuovi pubblici. Come applicherete qui la user experience?

7. Internet of things – L’avvento dei social network non sarà limitato soltanto a tutti i tipi di interazioni tra i semplici esseri umani. Comincia a interessare anche i network tra gli umani e le macchine e le macchine tra di loro. Per macchina intendiamo tutti i dispositivi dotati di indirizzo IP, come i sensori che ci danno le previsioni del tempo, le scarpe o i pneumatici che ci danno percorrenze consumi e diagnosi o i termostati ed elettrodomestici che interagiscono tra loro per ottimizzare i consumi. Non dimentichiamo tutti i nuovi dispositivi e-medical che misurano le nostre pulsazioni, il sonno, l’acidità e così via. Che ruolo volete giocare in questo ambito?

8. Interactive Media – Editori e broadcaster sono in mezzo al guado. Hanno idee spesso confuse su come recepire le modalità di dialogo permesse dalle tecnologie, che con grosse resistenze interne, stanno comunque implementando. I giganti della rete come Amazon hanno invece strategie evolutive potenti. Le nuove interfacce poi, cambieranno i modi di interagire. I gesti, il nostro corpo tutto e non solo la voce, diverranno nuovo modo universale di comando per le apparecchiature. I nuovi display renderanno viva la realtà aumentata. Nuove opportunità di comunicazione stanno affiorando ogni giorno. Chi le coglierà?

9. Information Intelligence – Anche il commercio elettronico diventa social, quindi ha bisogno di Social Relation Management. Come possiamo estrarre valore da tutte queste relazioni senza offendere la privacy dei nostri amici? L’Information Intelligenceesaminerà i pattern della diffusione delle informazioni e sarà in grado di prevedere i comportamenti dei mercati. Potete professionalmente restarne fuori?

10. Social Corporate – I social network sono i protagonisti di una rivoluzione degli strumenti di marketing, il loro avvento non può che perturbare e modificare anche tutti gli altri canali. Bisogna quindi cercare un equilibrio che combini le nuove opportunità delsocial con le caratteristiche dei canali già esistenti. Riscrivere ilmarketing mix, integrando le potenzialità dei social network con quelle degli altri mezzi. Come comunicare alle aziende il valore di tutto ciò? Attraverso un’attenta misurazione e monitoraggio che converta il risultato di una determinata azione social in termini di vantaggi economici comprensibili dalle aziende.

I lavori prodotti durante le esercitazioni non saranno valutati su base teorica, bensì attraverso il loro effettivo funzionamento online. Le tesi saranno pubblicate a cura dei nostri sponsor.

pubblicato il 20 ago 2012 su Che Futuro