Il Viaggiatore – 20° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– E’ una manifestazione del diavolo… –

Una voce tremante grida dall’anfiteatro.

– E’ tecnologia fratelli, nulla di magico, nulla di diabolico. E’ piccolo come il comunicatore che avete in tasca, ma molto più potente. Il Pontefice e la sua Curia ci devono molte spiegazioni e non credo che questa volta possano arrampicarsi sugli specchi, come hanno fatto l’ultima volta con le guarigioni miracolose di Krakow. –

– Grazie Marco per la dimostrazione, ora dobbiamo discutere su quello che faremo in futuro. Sei naturalmente invitato a partecipare, ma non sentirti obbligato a restare. Abbiamo anni di rugginose questioni interne da risolvere. –

Capito, meglio non addentrarsi nelle beghe sotterranee di una confraternita così potente. Esco in sordina, seguito comunque da sguardi tra l’incredulo, l’adorante e il disgustato.

– Arra, ma saresti anche in grado di compiere delle guarigioni o addirittura risuscitare i morti? –

Posso riarrangiare la struttura molecolare di un corpo e rimetterla in ordine, ridare la vita, sì. Se però la mente non è stata duplicata prima, memorie ed abilità acquisite sono cancellate per sempre.

– Duplicare la mente? Vorrebbe dire immortalità. –

E’ un processo lungo e complesso, quello che i miei costruttori hanno messo in pratica.

– Dove sono ora? –

Non hai i mezzi per comprendere, ti basti sapere che sono come una forma di coscienza universale collettiva.

– Mmm… ci rinuncio, ma per tornare a quello che capisco, potresti risolvere la mia artrosi alla spalla? –

Ci vogliono solo pochi minuti, ma è meglio che ti sdrai su di un letto, non posso portare fuori dal tuo corpo tutte quelle calcificazioni che si sono formate nel tempo. Posso riattivare i tuoi meccanismi naturali, ma ci vorrà qualche giorno perché la spalla ritorni normale.

Arrivo nella mia enorme stanza e mi sdraio sul letto.

– Ah già che ci sei, mi sono rotto un ginocchio una trentina di anni fa e il menisco deve essere a brandelli, insomma vedi tu quello che non va e può essere aggiustato. – 🙂

Un dolore lacerante mi colpisce la spalla sinistra, è come un pugnale che scava in tutti punti dove fa più male. E’ un dolore quasi inaudito, sono teso e sudato.

Riesco a non urlare perché, negli stessi punti, sento come un segnale di benessere che rende il tutto appena sopportabile.

Passa un tempo incommensurabilmente lungo. La pendola sulla parete sembra immobile, mentre passano i minuti più dilatati della mia vita.

Sento la spalla come fosse un mucchio molliccio di materia informe, come una montagnola di carne trita in attesa di prendere la forma di hamburger. Non oso muoverla e Arra conferma di non provarci subito.

Ora il tormento passa al ginocchio, questa volta un bruciore come di ferri roventi che frugano facendo dolere parti che non sapevo neppure di possedere.

– Accidenti con tutta questa tecnologia che padroneggi, non potresti anche togliermi il dolore? –

Riesco appena a formulare nei confronti del mio torturatore.

Potrei se ti addormentassi, ma la guarigione sarebbe più lunga e poi mi serve il meccanismo del dolore per riattivare quelle terminazioni nervose che avevi smesso di controllare.

Ho capito, dappertutto è sempre la stessa storia, no pain no gain anche per i miracoli. 😦

continua…

Il Viaggiatore – 14 ° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Come sono ingenuo, la cosa non aveva mai sfiorato il mio intelletto…

– Allora tu leggi la mente…-

è il mio unico modo per comunicare.

Penso a come sarebbero semplificati i rapporti in qualsiasi campo, dal poker ai trattati internazionali, conoscendo i pensieri di chi ci sta di fronte e quale enorme vantaggio…

poi per rendere invisibile il Viaggiatore.

– Come è possibile, sei al di fuori anche delle leggi fisiche ?-

No, non posso cambiare la fisica di questo continuum, almeno non senza generare gravi conseguenze. Questo è semplice anche da descrivere, non è una vera invisibilità, posso solo alterare la percezione dell’immagine a tutti i presenti.

Quindi ieri sera avresti potuto alterare anche le percezioni dell’energumeno che aveva tentato di colpirmi.

Certamente, bastava che tu lo ordinassi.

– Allora d’ora in poi vorrei che tu alterassi le percezioni di quelli che tentano di attaccarmi. –

Sarà fatto. –

– Se qualcuno riuscisse, che ne so, a spararmi cosa succederebbe, potresti fermare la pallottola? –

Non posso agire in questo modo sulla materia, posso solo metterci in stasi per la frazione di tempo necessaria a lasciar passare il proiettile nello spazio che occupavi.

Comincio a farmi un’idea di come un povero ebreo, figlio di falegname, abbia potuto creare dal nulla una fiorente società bi millenaria?

Partendo da una serie di miracoli ottenuti usando una tecnologia magico/divina? Non sono mai stato religioso e nemmeno ho mai creduto alle misteriose guarigioni. Sono sempre stati fenomeni di alterazione delle percezioni.

Adesso ho proprio appetito, mi serve qualcosa di più di un’ombra de vin, faccio un salto a Rialto e ritorno alle Poste Vecie dove sono già stato vent’anni e una dimensione fa. La scorta non mi servirebbe più in teoria, ma ormai mi sono abituato ad averli intorno e almeno mi fanno in qualche modo compagnia.

In linea d’aria S Marco è vicino a Rialto, ma il tortuoso percorso in mezzo alle botteghe trasforma l’appetito in un senso più travolgente. Entro e divoro un cesto di minuscoli panini prima ancora di ricevere il menù.

Chiedo che mi portino le specialità della casa più veloci da preparare. Il maitre è quasi scandalizzato dalla mia fretta e comincia a snocciolare i fuori lista. Ordino i primi due senza sapere neanche cosa sono, insieme con un altro cestino di pane. Spumante Loredan, ça va sans dir.

Saranno forse i Loredan i fortunati possessori del com Due? Nel cinquecento erano già ricchi da generazioni, ma nel mio mondo erano quasi scomparsi, mentre qui sono ancora potentissimi.

Rientra il maitre per stappare la bottiglia. Per esperimento mi chiedo a cosa stia pensando. Arra prontissimo, legge il suo disappunto per la mia disdicevole fretta, insieme alle soddisfazione di avermi rifilato l’ultima porzione rimasta in cucina di branzino al forno.

Sorrido e chiedo col pensiero cosa ci sia di più fresco e appetitoso in lista. Tramite Arra mi dice che ci sono le molleche, i granchi freschi che hanno appena cambiato l’esoscheletro, per combinazione uno dei piatti veneziani che amo di più.

Mentre l’ometto mi versa il vino io gli dico allegramente:

– Ho cambiato idea annulli per cortesia il branzino e mi porti un bel piatto di granchi freschi. –

La sua faccia s’impietrisce, fa una giravolta sui tacchi farfugliando qualche imprecazione che non capisco con le orecchie, ma che Arra mi traduce in vaffa… Soddisfatto di me stesso non voglio infierire, ma ridacchio distruggendo i microscopici panini che finisco un’altra volta, prima che arrivino le mie comande. Ho appena iniziato l’attacco ai miei granchi quando Arra mi segnala l’arrivo di gruppo di mercenari.

– Rendimi invisibile per tutti tranne che per la mia scorta. –

continua…