Non trovo più la F…


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Una giornata grigina, ma sono qui nel mio studio, sulla torre con tre lati di vetro e scrivo tranquillamente col mio MacBook Air. Ogni tanto un dlin mi avvisa che è arrivata posta, non ci faccio più caso. La lotta contro gli spammers è irrimediabilmente perduta. Non mi cancello più da quei siti stronzi, ogni tanto sposto tre quarti dei messaggi nell’indesiderabile.

E’ quasi sera, sarebbe anche ora di preparare la cena… Ho gli occhi stanchi me li stropiccio e continuo a scrivere ancora un po’. Ho anche gli occhiali sporchi, cerco di pulirli stiracchiando un lembo della maglietta… quasi clean.

Ma che cz… mi blocco, non trovo la lettera _ si quella che sta tra la E e la G, la posso dire, anzi la grido, ma non posso scriverla. La posso pensare, ma sulla mia tastiera non c’è più. Chiudo gli occhi e mi sento quasi svenire. Si certo, invecchio anche io come tutti, ma non pensavo che mi potesse succedere così presto. E’ così che si palesa l’Alzheimer? Si cominciano a dimenticare le cose, almeno così avevo letto da qualche parte.

Un letterato di cui non ricordo il nome… Ahi, Ahi, se non è l’ Alzheimer sarà demenza senile? Quel “noto letterato” descriveva il proprio lento declino. All’inizio non si ricordava il suo numero di cellulare. Non si preoccupò molto, tanto non si chiamava mai. Poi dimenticò il numero della moglie e successivamente quello dello studio. Ma sul suo Nokia c’erano i tastini contrassegnati e riuscì a celare il lento declino per qualche tempo. Poi non ricordò più come schiacciare i tasti giusti e un giorno dimenticò lo smartphone. Che stia succedendo anche a me?

Sono sempre qui, ad occhi chiusi, ascolto i rumori della casa che mi sembrano, come dire… diversi. O magari sono sempre stati così e non ci avevo mai prestato attenzione. Oh… cosa sarà mai questo ronzio, leggero, pulsante, pervasivo. Un brivido gelido mi agriccia la schiena, quasi sento vibrare quei muscoli dimenticati che una volta muovevano la coda dei nostri antenati sugli alberi.

Sento che anche i piedi perdono calore, può darsi che la tremenda malattia cambi anche le percezioni, non saprei. Apro mezz’occhio e nella luce, sempre più evanescente, cerco la mia lettera scomparsa… non la vedo. Non posso nemmeno usarla per scrivere, neppure se volessi scrivere il nome dell’organo sessuale studiato dai ginecologi. Può darsi che possa scambiarla con un’altra lettera, magari la ∫, sì credo che si capisca lo stesso, “W la ∫iga” non sarà ∫ine, ma mi ∫a sentire meglio.

Certo scrivere un romanzo senza la ∫ non sarà semplice, sarebbe meglio un racconto. Ma che dico, chi cazzo se ne sbatte del racconto, adesso ho altri problemi. Richiudo il mezz’occhio, le luci dentro alle palpebre sono più amichevoli. Voi vedete le lucine quando chiudete gli occhi? Se non lo avete mai notato provateci, ora. Mumble, mumble, mi viene il dubbio che le veda solo io e che sia pure questo un segno del declino. 😦

La mia vita è stata interessante, piena, combattuta, guadagnata, goduta, con mia moglie e tanti amici in tutto il mondo. Mi dispiace comunque un casino che debba svanire. Ecco, se terminasse di colpo non sarebbe meglio?

Non so, sabato prossimo avremmo il solito party di primavera, sarebbe un bel casino se mancassi proprio adesso. Ma cosa mi gira per la testa, qui non si tratta di morire ma di rincoglionire. Vi piacerebbe essere imboccati perché non riuscite più a tenere il cucchiaio dalla parte giusta?

Per me sarebbe certo meglio una pallottola nella testa, come il caso di quel cantante di cui non ricordo il nome… e daje 😦

Rapido e indolore, almeno credo, nessuno è mai tornato per raccontarlo. E’ possibile che, quando i pezzi di cervello schizzano via, il tempo si dilati e passino miliardi di ipersecondi lentissimi. Il dolore potrebbe essere atroce e interminabile. In questo caso sarebbe meglio scivolare lentamente nell’oblio. Divertente no, ma almeno non cruento. Eppure quando uno scrittore si spara va sui giornali garantito, se invece si raggomitola nella demenza si tende a dimenticarlo.

Quanto tempo ci vorrebbe per non capire più nulla? Dopo aver perduto la ∫ magari potrei perdere anche altre lettere. Non è detto che non succeda proprio cosi agli scrittori. Si adesso perchè ho messo insieme tre romanzetti mi monto pure la testa. Quale sarebbe la perdita più grossa per uno scrittore? Senza la ∫ si riesce ancora a scrivere in modo comprensibile. Se avessi perso la esse sarebbe un disastro – e avei pero la ee arebbe un diatro –

No no, meno male che a me è capitata la ∫. Anche se le sensazioni ad occhi chiusi mi appaiono inconsuete, constato che il mio ragionamento segue un percorso logico e azzardo un altro esperimento. Apro lentamente entrambi gli occhi, senza lo schermo del portatile illuminato sarei quasi al buio. La sera è ormai calata.

Non accendo la lampada per scaramanzia, ho paura che la realtà si palesi di colpo. Nello scarso lucore dello schermo sulla tastiera percorro con lo sguardo le lettere bianche sui tasti neri. Prima riga QWERTYUIOP seconda riga ASD… non c’è. Un colpo al cuore, mi rintano al sicuro dietro le palpebre, torna il ronzio e sento le pulsazioni del sangue nelle orecchie. E ora? Come mi devo comportare? Scendo in cucina come le altre sere. Metto a bollire l’acqua della pasta, sbuccio l’aglio, tagliuzzo qualche verdura per il sugo. Non dico nulla? E poi cosa potrei mai dire:

– Mi è sparita la ∫ dalla tastiera. –

Cosi invece che rinscemito mi prendono per pazzo. Oppure potrei dire che ho disturbi alla vista e domani potrei andare dall’oculista. Ma le altre lettere ci sono tutte e le vedo benissimo. Riguardiamole una per una, lentamente questa volta. Prima riga QWERTYUIOP seconda riga ASDE… come un’ altra E, dove c’era la ∫. Che la pazzia/demenza/qualsiasi-cosa-sia, si evolva così rapidamente non l’avevo messo in conto.

Chiudo di nuovo gli occhi, può darsi che sia un allucinazione? Da troppo appetito no. Malgrado l’orario il mio paniculo adiposo, per dirla in modo gentil anatomico, mi consentirebbe una settimana di digiuno senza cambiare il tasso metabolico. Bevo poco, non smokko, non annuso (volevo dire ∫umo e sni∫∫o ma la ∫ manca sempre). In verità ho nasato dei miceti che crescevano intorno al vecchio melo ieri. Brutto segno per il melo, ma sembravano dei chiodarelli e comunque mi sono lavato le mani e poi il Peyote non cresce sul lago di Como ed è tassonomicamente una cactacea. No, allucinogeni di origine micotica no.

Le allucinazioni possono essere provocate anche dai prodotti chimici, sì ma non tutti e al massimo qui in casa hanno lavato i pavimenti con troppo detersivo. Qualche residuo di solvente dalla vernice sul pavimento ridipinto da Monique la settimana scorsa? Ma no, era smalto all’acqua, altamente improbabile.

Sto qui a lambiccarmi il cervello su mille possibilità remote per la paura di accettare la dura, incontrovertibile realtà? Accidenti come è duro adattarsi al concetto che siamo qui solo di passaggio. Non ci si pensa mai. Ci arrabattiamo un casino per ottenere qualche risultato degno di nota e quando ci voltiamo indietro la maggior parte delle cose per cui abbiamo lottato, spariscono nella nebbia.

Ora che ci penso dovrei vuotare il terzo cassetto della scrivania. E’ pieno di cose che dovevo rivedere e ho lasciato in sospeso, come la cartella “non urgente” della mia email. Non urgente non vuol dire meno interessante, ma poi il messaggio diventa vecchio, non tiene il passo con le nuove urgenze che arrivano con un dlin ogni minuto. Mi chiamano.

I passerotti dabbasso sì che hanno appetito davvero, ora mi tocca scendere per provvedere. Apro gli occhi e accarezzo i tasti con dita leggere, quasi a salutarli prima che spariscano tutti nel nulla… ma accidenti!

Mi sento proprio stupido e comunque rilassato e rido, rido di me stesso, 😀 non so come dirlo. Certo gli ultimi cinque minuti sono stati duretti.

– La lettera F è ritornata. – Ripeto ad alta voce. Non è che abbia rallentato di colpo il declino o trovato una novella cura on the go. Mi è solo capitata una coincidenza quasi assurda. Un peluzzo bianco della stessa dimensione della base della E, si era posato sulla base della F camuFFandola completamente. 😎

– Scendo subito e vi Faccio i Fusilli con i Funghi Fritti e il Formaggio Francese. – 😀

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