Il Viaggiatore – 22° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Ecco che comincia lo stretching. La macchina fa ruotare il mio corpo in modo che la gravità aiuti i movimenti estremi. Ora sono capovolto e mentre la mia spalla destra è bloccata, il braccio sinistro viene tirato a destra e via di questo passo.

Sistematicamente tutti i muscoli vengono stirati fino alla loro naturale? estensione. Come avverto una sensazione di dolore lo stiramento cessa e il muscolo viene non solo rilasciato, ma compresso isostaticamente alla minima contrazione possibile.

Non sono mai stato un assiduo frequentatore di palestre. Se avessi saputo di una macchina simile, mi sarei sicuramente comportato altrimenti. Non posso fare a meno di emettere gridolini di dolor, sollievo, piacere anche, nel sentire stiracchiare muscoli diventati ignoti alla mia coscienza.

Jorgo sta combattendo con un bastone di bamboo con il maestro d’armi. Il maestro salta come un grillo e glie le sta suonando di santa ragione, mentre grida:

– Chiudi gli occhi. Non devi vedere dove sto, devi sentire dove sarò, bravo così. –

Nello stesso istante fa una giravolta sinistrorsa colpendolo alle spalle. Io son più che sudato, sono gocciolante e mi brucia un occhio. La macchina finalmente si ferma ed esco barcollante.

Mi gira anche la testa, ma la sensazione scompare dopo un paio di tazze di tisana che Jorgo, sudato pure lui, mi porge mentre sediamo su di una panca. Arturo in piedi a gambe larghe di fronte a noi, con le mani appoggiate alla sommità del bastone, non ansima nemmeno.

Bene per oggi Marco, è meglio andarci piano all’inizio. Il nostro decano Fulco mi ha concesso l’onore di occuparmi della tua sicurezza. Jorgo e altri miei allievi come lui saranno sempre con noi.

Torno in camera, ridoccio e mi sdraio un momento sul letto. Sei ore dopo mi sento meglio. Non mi riconosco più, non mangio da ventiquattro ore e tranne la seduta in palestra, ho in pratica sempre dormito.

Jorgo mi avvisa che il decano mi ha invitato a cena, per comunicarmi quello che l’assemblea degli anziani ha deciso, dopo un giorno e una notte di discussioni. Mi scelgo un vestito grigio ferro un po’ da prete, che mi calza a pennello e una camicia solo un poco più chiara.

Fulco mi riceve nel suo ufficio privato dove è stata allestito un tavolo per due, mi abbraccia e:

– Scusami fratello Marco per averci messo tanto a decidere, ma quello che hai visto è ormai un gruppo di vecchi che seguivano un sogno. Siediti alla mia mensa. –

Come ci sediamo un cameriere discreto ci riempie due piccoli calici di vino bianco dorato.

– Un grande sogno e un terribile dubbio, il sogno si è infranto perché il dubbio si è trasformato nella verità che tanto abbiamo temuto. Abbiamo lottato per secoli per difendere la fede, militando tra le file di una religione che usava la menzogna al posto della verità. Ora siamo come svuotati da ogni significato dato alle nostre azioni di tutta la vita. –

Io non ho mai creduto ai miracoli e tantomeno a nessuna delle ottomila religioni diverse. Io vedo la cosa da un punto di vista completamente differente. Mi rendo conto però del dramma che sta passando il mio ospite.

Il primate tace pensieroso. Assaggio con compunzione il vino che mi sembra un ottimo Amontillado. Mi rendo conto che devo dire qualcosa… almeno di circostanza. Oppure tirar fuori un’idea semplice, da problem solver, quelle che mi facevo venire alla svelta per lavoro, solo pochi anni luce? fa… forse…

– Fulco, la scoperta di una civiltà che ha saputo fabbricare questo dispositivo meraviglioso non risolve il problema di chi ha creato l’universo. Forse ci vorrebbe un nuovo Concilio. Non dovete perdere la fede, dovete solo dirottarla su qualcosa di più alto, più incomprensibile, più divino se posso permettermi di usare questa parola. –

Il suo viso scuro e tormentato s’illumina ad un tratto e sbotta:

– Un Concilio?… si… un’idea penso… potremmo… suggerire questo a Lorenzo VII. –

continua…

Il Viaggiatore – 20° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– E’ una manifestazione del diavolo… –

Una voce tremante grida dall’anfiteatro.

– E’ tecnologia fratelli, nulla di magico, nulla di diabolico. E’ piccolo come il comunicatore che avete in tasca, ma molto più potente. Il Pontefice e la sua Curia ci devono molte spiegazioni e non credo che questa volta possano arrampicarsi sugli specchi, come hanno fatto l’ultima volta con le guarigioni miracolose di Krakow. –

– Grazie Marco per la dimostrazione, ora dobbiamo discutere su quello che faremo in futuro. Sei naturalmente invitato a partecipare, ma non sentirti obbligato a restare. Abbiamo anni di rugginose questioni interne da risolvere. –

Capito, meglio non addentrarsi nelle beghe sotterranee di una confraternita così potente. Esco in sordina, seguito comunque da sguardi tra l’incredulo, l’adorante e il disgustato.

– Arra, ma saresti anche in grado di compiere delle guarigioni o addirittura risuscitare i morti? –

Posso riarrangiare la struttura molecolare di un corpo e rimetterla in ordine, ridare la vita, sì. Se però la mente non è stata duplicata prima, memorie ed abilità acquisite sono cancellate per sempre.

– Duplicare la mente? Vorrebbe dire immortalità. –

E’ un processo lungo e complesso, quello che i miei costruttori hanno messo in pratica.

– Dove sono ora? –

Non hai i mezzi per comprendere, ti basti sapere che sono come una forma di coscienza universale collettiva.

– Mmm… ci rinuncio, ma per tornare a quello che capisco, potresti risolvere la mia artrosi alla spalla? –

Ci vogliono solo pochi minuti, ma è meglio che ti sdrai su di un letto, non posso portare fuori dal tuo corpo tutte quelle calcificazioni che si sono formate nel tempo. Posso riattivare i tuoi meccanismi naturali, ma ci vorrà qualche giorno perché la spalla ritorni normale.

Arrivo nella mia enorme stanza e mi sdraio sul letto.

– Ah già che ci sei, mi sono rotto un ginocchio una trentina di anni fa e il menisco deve essere a brandelli, insomma vedi tu quello che non va e può essere aggiustato. – 🙂

Un dolore lacerante mi colpisce la spalla sinistra, è come un pugnale che scava in tutti punti dove fa più male. E’ un dolore quasi inaudito, sono teso e sudato.

Riesco a non urlare perché, negli stessi punti, sento come un segnale di benessere che rende il tutto appena sopportabile.

Passa un tempo incommensurabilmente lungo. La pendola sulla parete sembra immobile, mentre passano i minuti più dilatati della mia vita.

Sento la spalla come fosse un mucchio molliccio di materia informe, come una montagnola di carne trita in attesa di prendere la forma di hamburger. Non oso muoverla e Arra conferma di non provarci subito.

Ora il tormento passa al ginocchio, questa volta un bruciore come di ferri roventi che frugano facendo dolere parti che non sapevo neppure di possedere.

– Accidenti con tutta questa tecnologia che padroneggi, non potresti anche togliermi il dolore? –

Riesco appena a formulare nei confronti del mio torturatore.

Potrei se ti addormentassi, ma la guarigione sarebbe più lunga e poi mi serve il meccanismo del dolore per riattivare quelle terminazioni nervose che avevi smesso di controllare.

Ho capito, dappertutto è sempre la stessa storia, no pain no gain anche per i miracoli. 😦

continua…

Il Viaggiatore – 19° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– L’enorme metropoli di Roma mi appare in tutta la sua grandezza dal finestrino dello strato jet privato con lo stemma delle croce che ci sta portando a destinazione.

Jorgo mi spiega che le punte, crociate a loro volta, della croce simbolizzano gli otto culmini del coraggio. Era il simbolo della Repubblica marinara di Amalfi.

Uno steward silenzioso mi serve delle tartine di salmone selvaggio, accompagnate da uno spumante lombardo, forse anche migliore del Loredan veneziano che avevo già gustato.

Deve averne una scorta inesauribile. Ne ho già consumato sei piattini e sono prossimo al limite di capacità umana. Se era solo un aperitivo forse ne ho abusato.

Ormai mi sto abituando a fare il riccone. Arriviamo in un aeroporto privato con una pista cortissima. L’aereo atterra in verticale.

Inservienti silenziosi si occupano del nostro magro bagaglio. La fortezza sorge sul cocuzzolo di una montagna, un monastero dell’anno mille, mi ragguaglia Jorgo.

Saliamo con un’auto elettrica direttamente in un cortile interno del forte. Un guazzabuglio di antenne di tutte le forme sovrasta le due torri più alte. Mi sistemano in una suite, grande il triplo del mio bel loft di Milano … 709D.

Boiserie di noce fino al soffitto, un enorme focolare con alari in grado di sopportare ceppi da un quintale. Gli armadi sono giganteschi, atti ad ospitare decine di passaggi segreti per ogni dove della fortificazione.

Il guardaroba è pieno di abiti grigio scuro della mia taglia e i cassetti della biancheria pure. Il castello sembra completamente autonomo ed impenetrabile a qualsiasi tipo di spionaggio umano ed elettronico.

Chiedo ad Arra conferma di quanto ho intuito e lui conferma, ponendo l’accento sul concetto di umano. Chiaramente un Viaggiatore come me, con l’aiuto suo, sarebbe in grado di superare senza problemi ogni tipo di barriera concepita da esseri umani.

Beh! È già qualcosa, ne deduco che per nuocermi deve venire o il papa Lorenzo VII in persona o il misterioso personaggio della più potente consorteria del mondo.

Mi avvisano che posso scendere per conoscere i Guardiani più influenti del mondo. Entro in un enorme spazio di tufo probabilmente un’antica sala del trono, illuminata da finestroni decorati a piombo.

Gruppi di persone disquisiscono animatamente. Fulco mi accoglie con le sue esili braccia aperte e mi presenta alcuni personaggi importanti di cui non ricorderò mai i nomi.

Suona un campanello argentino e tutti si dirigono verso una porta in fondo alla sala. E’ una specie di anfiteatro con un centinaio di posti e forse non basteranno per tutti. Il soffitto è a cupola, tutto affrescato con scene di caccia, i sedili sono grandi, scolpiti in legno massiccio e pelle rossa, un tantino scomodi.

Alcuni indossano una specie di tunica bianca con la croce di Malta sul petto e un cinturone intarsiato che regge una spada di altri tempi. Finiscono di sistemarsi e miracolo ci stanno tutti.

Su un lato della sala siedono quattro anziani e Fulco al centro. Mi fanno accomodare in uno scranno accanto a loro.

– Fratelli carissimi –

Esordisce il decano.

– Con grande dolore devo comunicarvi una triste notizia. Dopo numerosi secoli di sospetti, abbiamo oggi la certezza che i Papi e tutto l’apparato centrale di Roma, ci hanno tenuto nascosto un segreto in grado di distruggere tutto quello che ci hanno insegnato.

I tanto decantati miracoli nella lunga storia della nostra Madre Chiesa, sono il frutto di una tecnologia a noi aliena. Una tecnologia, talmente superiore alle nostre conoscenze, da rasentare quello che noi siamo stati indotti a credere opera divina… –

Un mormorio crescente percorre la sala, qualcuno protesta.

– Fratelli… vi prego… lasciatemi finire, so che il solo fatto di pensare a quello che comporta per tutti noi, per il Papato e per tutta la Chiesa vi possa sconvolgere, ma è purtroppo la verità. Ho visto con i miei occhi gli effetti di questo dispositivo… –

Altri mormorii.

– Fratelli! Un nostro Fratello venuto da molto lontano, possiede un altro esemplare di questo dispositivo, non so come chiamarlo, questo amuleto ed è qui per testimoniare quello che vi ho raccontato. Fratello Marco puoi venire qua accanto a me? –

Mi alzo in piedi e come d’accordo, comincio a levitare un paio di metri sopra lo scranno tenendo in mano il minuscolo, scintillante gioiello.

continua…

Il Viaggiatore – 18° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Mi restituisce Arra che ripongo nel suo nascondiglio.

– Puoi darmi una dimostrazione pratica di questi poteri ? –

– Invisibile –

Comando e scompaio dalla percezione degli astanti.

– Impressionante, ma puoi anche levitare ? –

– Sssì… credo, Arra? –

Posso schermare le forze gravitazionali che agiscono sul tuo corpo

– OK scherma –

Mi alzo da terra di circa un metro. Non capisco a cosa possa servire, se non a vedere più lontano in caso di ressa, 😉 ma se ci penso, forse trovo qualche utilizzo migliore, in effetti mi sento leggero.

Fulco mi osserva pensieroso, Jorgo si è appoggiato con le spalle alla parete in fondo alla sala a bocca aperta.

Io mi sento impacciato, con il mantello ondeggiante e una ciabatta che fluttua comicamente a dieci centimetri dal mio piede, mentre rigalleggio fino a terra.

Dopo una lunga pausa Folco parla con voce scandita.

– Ora che lo scopo principale della nostra esistenza è stato verificato, devo riunire il consiglio dei Saggi per decidere cosa faremo in futuro. Per quello che ti riguarda, giacché nostro fratello, sei già coperto dalla nostra protezione. Dovremo però rafforzarla perché la polizia Vaticana è in sostanza collegata con i mercenari svizzeri.

Ti consiglierei di allontanarti da Roma perché qui il nemico è molto più potente ed ha un assoluto controllo del territorio. Meglio andare in oriente o in Colombia… –

– Fulco, credo, anzi sono sicuro che Arra… cioè io lo chiamo così, non sia solo. Ce n’è pure un altro su questa terra, da più di cinque secoli ed è pure molto attivo. –

– Allora le cose si complicano… dobbiamo scoprire chi altro sta usando questo vantaggio per dominare la nostra società con mezzi sovrumani. Domani disegneremo i nuovi scenari e prenderemo le prime decisioni. Adesso torna a dormire qualche ora, è ancora notte. –

Eccomi trasformato da pensionato in pigiama a simbolo di una crociata dei Templari, in lotta con le più forti potenze della terra.

Risalgo incespicando con le mezze ciabatte che perdo lungo la scala. Torno in camera, bevo un bicchier d’acqua, ma chi riesce a dormire? Invece dopo pochi minuti e un paio di giri nel letto, cado in preda a Morfeo.

6° giorno sabato 21 set

La colazione mi sveglia alle nove, con un penetrante aroma di caffè forte. Un tavolo apparecchiato nell’angolo della grande stanza è pieno di cornetti ancora caldi e panini di varie fogge e colori.

Sono ancora a piedi nudi, ma il pavimento di legno lucido e scurissimo è abbastanza caldo. Mi godo la colazione del sesto giorno in questa dimensione.

Mi sembra quasi metà della mia vita! Una rapida doccia con un sapone duro dal profumo che mi sembra familiare, legno di sandalo forse.

Jorgo si presenta insieme alle due sorelline, riservato come sempre e che rivolgendosi a me, mi appella Signore. Capisco che devo difendere anch’io la sua identità coperta.

Usciamo per rimpolpare almeno un poco i nostri bagagli, in attesa di successivi sviluppi. Jorgo mi avvisa che i Guardiani, data l’importanza delle decisioni da prendere, hanno convocato gli stati generali.

Si terranno domani in una fortezza in una località non meglio precisata della Hispania.

continua…

Il Viaggiatore – 17° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– Siamo i Guardiani del Tempio di Cristo. –

Accidenti, non mi bastava essere nel mirino dei servizi segreti di mezzo mondo, sono anche considerato Fratello da una delle più antiche e controverse sette degli universi paralleli.

– E che cosa volete? –

– Niente di preoccupante per te, te lo spiegherà il Grande Maestro che abbiamo appena avvisato e che arriverà tra poco. –

Va bene pure questo, però ho i piedi gelati… Jorgo fruga nella cassapanca e mi trova un paio di ciabatte da papa, sempre rosse con il bordo di pelliccia bianca, circa sei misure più piccole dei miei piedini.

– Jorgo, come avete fatto a scoprirmi? –

– Vedi Fratello, viviamo in un mondo altamente informatizzato. L’apparizione improvvisa sulle telecamere di un tipo con un vestito strano, che rischia di farsi investire da una macchina della polizia, con caratteristiche somatiche che non rientrano in nessun database, salta subito all’occhio di tutti i sistemi di security.

Questo, da solo, ha fatto di te un osservato speciale. La tua disponibilità economica coperta dichiarava la tua appartenenza ai servizi segreti di qualche nazione o famiglia.

I vari servizi hanno fatto a gara per scoprire, prima degli altri, il tuo eventuale valore. Che tu sia sfuggito ai vari tentativi per fermarti, ti ha reso ancora più misterioso e interessante.

Il fatto che io ti abbia portato qui, potrebbe forse quietare una parte delle curiosità in gioco, perché quest’albergo è considerato un nostro asilo.

La maggior parte dei servizi si accontenterà di catalogarti come un Fratello dei Guardiani. Ma scusa se te lo chiedo, da dove vieni tu e cosa ci fai qui? –

Gli racconto il minimo credibile, che vengo per caso da un’altra dimensione, un mondo parallelo dove l’America, così chiamiamo noi la Colombia, è stata scoperta due anni dopo e i finanziatori della spedizione erano Spagnoli.

Sono in una stanza segreta, nei sotterranei di pietra di un’antica fortezza romana, in pigiama, avvoltolato in un mantello dal bordo di ermellino, con la punta dei piedi infilata in ciabattine papali.

Sono in attesa di parlare con qualcuno che si fa chiamare Gran Maestro. Se un giorno potessi raccontare questa storia a qualcuno, nessuno mi crederebbe.

Jorgo apre la pesante porta borchiata in ferro che dà in una stanza più grande, dal soffitto scuro che una volta era sicuramente illuminato dalle torce, ora sostituite da più efficienti sistemi luminescenti.

Il Grande Maestro è un piccolo uomo, molto anziano, dall’aria fragile e dallo sguardo penetrante. Lo scruto bene e nonostante la sua fragilità ed il suo abito sobrio, emana una sensazione di potere inusitato.

– Fratello Marco, –

La sua voce è esile ma ferma.

– Sono contento che tu abbia superato tutti i pericoli, le trappole che ti hanno teso e sia arrivato incolume fin da noi. –

Cerco di rispondere con una frase forbita e intelligente, ma non mi viene niente di meglio che:

– Felice di conoscerla… conoscerti… mmm… grande maestro. –

– Marco, non usiamo formalità fra fratelli, chiamami solo Fulco… sediamoci e ascoltami per favore. –

– Da secoli siamo consci che la Chiesa Cattolica aveva molti fatti inspiegabili da confessare e siamo stati combattuti come eretici per secoli. Il concetto di divinità sarebbe dovuto essere allargato a qualcosa di più universale della visione provincialistica cui eravamo sottoposti.

Sotto Clemente V siamo stati quasi distrutti. Solo nell’ultimo secolo siamo riusciti a far convergere le informazioni in modo da spiegare la causa dei miracoli nella storia. L’unica soluzione possibile era l’uso di un livello di conoscenza superiore a quello di tutte le Accademie dell’Umanità.

A mano a mano che la scienza avanzava trovavamo facile spiegare la maggior parte dei miracoli antichi. L’anno scorso abbiamo trovato la prova documentale che i Papi si tramandano, nel più assoluto segreto, un amuleto di origine sconosciuta che si dice comunichi direttamente con Dio.

Noi siamo convinti che questo prodigio esista veramente, ma che non sia un mezzo di comunicazione con il nostro Creatore, ma solo il frutto di una tecnologia superiore di cui non comprendiamo ancora le regole.

Sappiamo che può guarire. Sappiamo che può modificare i sensi di chiunque. Sappiamo che può dare accesso a informazioni per noi inimmaginabili. Tu puoi dare la conferma a questo nostro inconfessabile sospetto. –

Io sto mentalmente consultandomi con Arra sui pericoli che posso correre mostrandolo o addirittura mettendolo in mano al mio interlocutore.

Ho la conferma che in mia presenza il suo potere sia conferito solo a me. Estraggo il gioiello dalla taschina di pelle che ho intorno al collo e lo porgo Fulco.

Si alza in piedi. Le sue mani tremano mentre prende il magnifico oggetto e lo rigira, pressoché in adorazione. Jorgo in disparte si è genuflesso. La sua voce esce lentamente.

– Dimostrare l’esistenza di un tale manufatto è stato il compito più importante della mia lunga vita. Ora che lo stringo tra le dita sento che non ho vissuto per nulla.

Non so ancora come potremmo usare questa informazione in futuro. Certamente il Papato non ammetterà mai la sua esistenza, sicura prova di duemila anni di menzogne. –

continua…

 

Il Viaggiatore – 14 ° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Come sono ingenuo, la cosa non aveva mai sfiorato il mio intelletto…

– Allora tu leggi la mente…-

è il mio unico modo per comunicare.

Penso a come sarebbero semplificati i rapporti in qualsiasi campo, dal poker ai trattati internazionali, conoscendo i pensieri di chi ci sta di fronte e quale enorme vantaggio…

poi per rendere invisibile il Viaggiatore.

– Come è possibile, sei al di fuori anche delle leggi fisiche ?-

No, non posso cambiare la fisica di questo continuum, almeno non senza generare gravi conseguenze. Questo è semplice anche da descrivere, non è una vera invisibilità, posso solo alterare la percezione dell’immagine a tutti i presenti.

Quindi ieri sera avresti potuto alterare anche le percezioni dell’energumeno che aveva tentato di colpirmi.

Certamente, bastava che tu lo ordinassi.

– Allora d’ora in poi vorrei che tu alterassi le percezioni di quelli che tentano di attaccarmi. –

Sarà fatto. –

– Se qualcuno riuscisse, che ne so, a spararmi cosa succederebbe, potresti fermare la pallottola? –

Non posso agire in questo modo sulla materia, posso solo metterci in stasi per la frazione di tempo necessaria a lasciar passare il proiettile nello spazio che occupavi.

Comincio a farmi un’idea di come un povero ebreo, figlio di falegname, abbia potuto creare dal nulla una fiorente società bi millenaria?

Partendo da una serie di miracoli ottenuti usando una tecnologia magico/divina? Non sono mai stato religioso e nemmeno ho mai creduto alle misteriose guarigioni. Sono sempre stati fenomeni di alterazione delle percezioni.

Adesso ho proprio appetito, mi serve qualcosa di più di un’ombra de vin, faccio un salto a Rialto e ritorno alle Poste Vecie dove sono già stato vent’anni e una dimensione fa. La scorta non mi servirebbe più in teoria, ma ormai mi sono abituato ad averli intorno e almeno mi fanno in qualche modo compagnia.

In linea d’aria S Marco è vicino a Rialto, ma il tortuoso percorso in mezzo alle botteghe trasforma l’appetito in un senso più travolgente. Entro e divoro un cesto di minuscoli panini prima ancora di ricevere il menù.

Chiedo che mi portino le specialità della casa più veloci da preparare. Il maitre è quasi scandalizzato dalla mia fretta e comincia a snocciolare i fuori lista. Ordino i primi due senza sapere neanche cosa sono, insieme con un altro cestino di pane. Spumante Loredan, ça va sans dir.

Saranno forse i Loredan i fortunati possessori del com Due? Nel cinquecento erano già ricchi da generazioni, ma nel mio mondo erano quasi scomparsi, mentre qui sono ancora potentissimi.

Rientra il maitre per stappare la bottiglia. Per esperimento mi chiedo a cosa stia pensando. Arra prontissimo, legge il suo disappunto per la mia disdicevole fretta, insieme alle soddisfazione di avermi rifilato l’ultima porzione rimasta in cucina di branzino al forno.

Sorrido e chiedo col pensiero cosa ci sia di più fresco e appetitoso in lista. Tramite Arra mi dice che ci sono le molleche, i granchi freschi che hanno appena cambiato l’esoscheletro, per combinazione uno dei piatti veneziani che amo di più.

Mentre l’ometto mi versa il vino io gli dico allegramente:

– Ho cambiato idea annulli per cortesia il branzino e mi porti un bel piatto di granchi freschi. –

La sua faccia s’impietrisce, fa una giravolta sui tacchi farfugliando qualche imprecazione che non capisco con le orecchie, ma che Arra mi traduce in vaffa… Soddisfatto di me stesso non voglio infierire, ma ridacchio distruggendo i microscopici panini che finisco un’altra volta, prima che arrivino le mie comande. Ho appena iniziato l’attacco ai miei granchi quando Arra mi segnala l’arrivo di gruppo di mercenari.

– Rendimi invisibile per tutti tranne che per la mia scorta. –

continua…