Il Viaggiatore – 9° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini –

4° giorno giovedì 19 set

Ho dormito come un sasso questa notte. Arra ha preso informazioni nella rete della polizia per cercare cavalieri bianchi, affidabili da assumere come guardie personali. I cavalieri bianchi sono i nemici naturali dei mercenari svizzeri. Non eccellono in cattiverie di attacco, ma sono dei difensori abilissimi.

Li vedo dopo colazione e ne scegliamo tre, in verità li ha scelti Arra, due gemelle e un uomo. Non distinguerò mai Iris da Ines tanto sono uguali, si muovono elasticamente quasi saltellando, praticamente all’unisono, sembrano addirittura telepatiche.

Jorgo sembra armeno, massiccio e nello stesso tempo agile è anche uno specialista di sistemi informatici. Ora è meglio che cambiamo aria, mi suggerisce Arra dal suo nascondiglio di pelle sotto la mia camicia.

Ho guardato le fotografie recenti di molte città, in biblioteca e l’unica che mi pare perlomeno simile a quella di casa mia è Venezia, qui Venetia. Ho sempre avuto un senso di intimità con Venezia, dove avevo svolto il servizio militare, l’ho sempre sentita quasi casa mia. Prendiamo il monorail e in quaranta minuti siamo a destinazione.

L’ho intravista mentre il treno rallentava. La città è vastissima, occupa tutta la laguna, in concreto fino a Chioggia. Il porto di Marghera è tutto acciaio e cristallo, la ricchezza traspare dalle sue strutture. Altro che zona industriale inquinata.

Le famiglie venetiane che ancora regnano nella zona hanno tenuto lontano l’inquinamento, in pratica relegato ai paesi produttori di materie prime. Qui solo commerci, scambi, ricerca. L’università Ca’ Venier ospita cinquantamila studenti da tutto il mondo. La stazione è in pieno centro, in riva al Canal Grande.

L’acqua del canale è limpida, quasi come quella dei finti canali di Venezia che nel mio mondo avevano ricostruito a Las Vegas. I palazzi sono più o meno come quelli che mi ricordo, almeno in centro. L’atmosfera della città mi corrobora e la sento molto vicina.

Il fatto che ora ci veda benissimo mi fa notare un sacco di particolari curiosi, che non so neppure se siano nuovi o nuovi solo per me. Prendiamo un taxi scafo elettrico e andiamo in piazza S. Marco. All’albergo prendiamo una suite, ci sistemiamo e poi, con l’allegra compagnia, vado a passeggio per le calli.

Jorgo qualche metro dietro a me guarda le spalle. Le due gemelle sembrano danzarmi intorno, scivolando accanto ai numerosi passanti che affollano le stradine. Arra controlla l’etere per la possibilità, seppur remota, che gli svizzeri o altri usino i loro com per coordinarsi.

Ogni tanto mi fermo a guardare le vetrine, poi mi faccio attirare da un piccolo locale dove mi siedo con un’ombra de vin bianco secco e degli stuzzichini appetitosi e piccanti. Bell’usanza in tutte le dimensioni 😉

Faccio una delle cose che mi diverte di più, guardo la gente che passa. Immagino dove vanno e perché così di corsa. Oppure guardo i loro vestiti e i loro sacchetti colorati.

Oggi fa freschino e dati i rari abitanti della mia testa, mi sono comprato un cappello a tricorno, di feltro nero, che qui va di moda da secoli. Certo se mi guardo da fuori devo dire che in soli tre giorni non mi riconosco più. Sembro un damerino. Le guardie del corpo sono invisibili ai più, ma con Arra contribuiscono a creare un’aura di tranquillità intorno a me.

sospetto a ore dieci.

Come non detto, sono comunque in una situazione di pericolo e l’adrenalina riparte. Le gemelle danzano nella direzione indicata…

falso allarme

Loro non possono rilassarsi mai o quasi. Meglio muoversi. Seguo il flusso dei passanti e mi trovo davanti un campo con un edificio nuovo, tutto a specchi che si integra perfettamente riflettendo parti degli altri edifici dello slargo. E’ uno spettacolo superbo, entro e scopro che è un museo costruito sul retro di Cà Loredan, lo stesso palazzo che fu venduto ai Vendramin nella mia Venezia.

Anche l’interno è pieno di specchi che moltiplicano l’immagine dei visitatori, insieme a scorci riflessi degli affreschi del Giorgione. Immagini olografiche tridimensionali di personaggi, in costume rinascimentale, camminano tra il folto pubblico come fantasmi, recitando la loro eterna commedia.

La mia scorta pare disorientata da tutte queste immagini che si sovrappongono, ma così sarebbe per chiunque altro. Finiamo nel caffè all’ultimo piano che offre una splendida vista sulla città. Jorgo presidia già un tavolo per me vicino alla parete di cristallo.

La granseola semplicemente bollita e condita con un filo di olio extravergine è anche qui il piatto superbo che pure gli orientali e i Colombiani, hanno imparato ad amare.

continua…

Il Viaggiatore – 8° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

– Ecco fatto, a posto puoi andare. –

Sento che si sbloccano le cinghie e non ci vedo. La dottoressa mi aiuta ad alzarmi e sorreggendomi per il gomito, mi fa sedere su di un sedile più comodo, pure quello invisibile.

– Stai qui, bello calmo dieci minuti e poi puoi andare, ti ho messo qui i tuoi sacchetti. –

Mi fa toccare i manici di carta guidando la mia mano. Mi sento completamente indifeso. Ieri sera mi sentivo così sicuro e guarda come mi hanno ridotto. Se i mercenari mi trovassero ora Chissà cosa farebbero di me.

Dieci minuti sono lunghissimi quando mancano tutti i riferimenti, comunque passano e comincio a vedere qualche ombra. Non so quanto tempo passa ancora, ma a poco a poco vedo meglio e poi ancora meglio e poi meglio, come non ho mai visto in vita mia. L’euforia mi pervade ed un sorriso mi si allarga sul volto mentre ritorno sui miei passi verso l’uscita.

La pillola certo, se non la chiedo qui dove vado. Sempre all’incaricata del servizio informazioni. Questa volta esordisco con:

– Mi scusi non sono pratico sono un turista che viene dalla Colombia.-

– Ah sì ancora lei, a posto con gli occhi adesso? –

– Ehms… sì grazie avrei anche la pressione alta. –

– Sììììì… decimo piano, ma mi sa che a quest’ora non c’è più nessuno…-

Ci provo e sorprendo uno in camice che sta chiudendo una porta. Corro a spiegare la mia urgenza e mi fanno accomodare subito.

A torso nudo infilo le braccia in due tubi e mi misurano così. Per una terapia vera devono monitorarmi per un giorno, se sono lontano da casa è meglio che mi rivolga al mio medico al più presto. Per emergenza mi applicano sulla schiena un cerotto che funzionerà per una settimana. Me lo farò bastare, poi ci penserò.

Porto i miei acquisti in camera e mi cambio. Oggi mi sono dimenticato anche il pranzo, ma ho avuto il mio daffare e poi la luculliana cena di ieri sera mi era anche andata di traverso. Mancano ancora un paio d’ore all’apertura del ristorante. Sarò incosciente, ma ho deciso che me ne starò in piazza del Duomo a godermi la vista di un tramonto come fosse la prima volta della mia vita.

Un vino frizzante e secco dal nome sconosciuto, ma certamente con una base di uve Pinot, riempie un paio di volte il mio bicchiere mentre sgranocchio le mandorle salate che lo accompagnano. L’aria e splendida la gente non è mai stata così bella. Fra poco saprò la verità e la dovrò accettare comunque.

Ormai e buio pesto e le otto sono sicuramente già passate. M’incammino verso il mio obiettivo, entro nel bagno degli uomini e mi lavo le mani a lungo per aspettare che un cliente se ne vada. Ci mette un tempo infinito per asciugarsi le mani con un quadrato di stoffa rosso e poi si pettina anche, quasi urlo per farlo sbrigare. Finalmente esce e allora ho quasi paura di muovermi, poi mormoro:

– Arra… –

– Clunk –

Un oggetto cade da mezz’aria sul pavimento di marmo grigio.

– bentrovato Marco –

Mi riscorre il sangue nelle vene e ho una fame da lupi. Vado a cena vicino al mio albergo sul Naviglio, in un locale semplice, pieno di gente rumorosa e ridanciana.

Risotto alle ortiche e un semplice branzino cotto nel sale. Prima di dormire ho tenuto informato Arra delle mie conquiste di oggi. Arra mi spiega che i mercenari hanno solo dei sospetti su di me, altrimenti la loro azione sarebbe stata ancora più pressante.

Ogni dispositivo è cosciente dell’esistenza di tutti gli altri attivi della sua specie e quindi gli altri due presenti in questo mondo sentono la presenza del terzo.

I Viaggiatori che ne hanno il possesso e il potere che ne deriva, faranno di tutto per averlo o distruggerlo. Quando Arra è andato “a cavallo” è sparito anche dalla percezione degli altri, ora e ricomparso.

Domani penseremo alla difesa.

continua…