Odio essere d’accordo con #Grillo


Odio essere d’accordo con Grillo, ma la settimana scorsa quando diceva che il lavoro non tornerà più, aveva purtroppo ragione. Non l’ha mica pensato lui da solo, no. Già Jeremy Rifkin aveva scritto un famoso saggio nel 1995. “La fine del Lavoro”

Io, nel mio piccolo, ci ho scritto pure un romanzo con lo stesso titolo che prima o poi pubblicherò.

Nessuno dei nostri vecchi politici indottrinati lo può ammettere. E i “giovani” che si affacciano sulla scena sono talmente ingessati (tipo Fassina) che il solo pensiero fa loro orrore.

Non è un problema italiano, è mondiale. I nuovi lavori che si creano sono per il 90% sottopagati. Per il restante 10%, lavori nuovi, occorrono livelli di bravura che i viziati bamboccioni che affollano le nostre discoteche non arrivano neppure a immaginare.

E sì, è ora di cambiare solfa. Non ci sono alternative al di fuori dell’assegno sociale. Chi volesse di più deve meritarsi il lavoro, che sarà sempre più fluido e inaccessibile.

Non temete, il processo agonico sarà lungo perchè i milioni di inetti che occupano posti inventati, senza peraltro averne il merito, opporranno un strenua resistenza.

Se tirano troppo la corda però saranno pure i primi a soccombere. Non vi siete accorti che siamo prossimi alla bancarotta? Sapete cosa significa? Non avete letto le storie sull’Argentina?

Banche chiuse! I vostri liquidi sono Kaput.

Merci di importazione! Tipo benzina, farmaci, materie prime, finchè durano le scorte, poi mercato nero, poi basta.

Merci locali e cibo! I contadini diventano i nuovi ricchi, vi ricordate le tessere? ma se non avete nulla da barattare potete diventare ladri o soccombere.

Lo sapete che se oggi vi succedesse di essere ricoverati in ospedale in Grecia, dovreste portarvi le medicine? Le multinazionali in arretrato coi pagamenti di 4 anni hanno chiuso i rubinetti.

E ora le buone notizie. Per istituire l’assegno sociale, basterebbe tagliare le pensioni sopra i 3.000 € al mese. Eliminare le province. Chiudere gli enti inutili. Eliminare gli sprechi. Con i risparmi potremmo dedicarci alla formazione dei più meritevoli. Far fiorire così Scienza ed Arte. Ho la vaga impressione che per ottenere questo risultato occorrerebbe prima bruciare Il Parlamento.

Un’altra soluzione semplicissima sarebbe quella di eliminare subito il denaro contante. Ma per questo tipo di soluzione, apparentemente semplice, occorrerebbe che quando il Parlamento dovesse bruciare, dovrebbe pure essere in sessione plenaria.

Standard & Poor’s ci declassa a BBB, ma non hanno capito un cz!


mia grecia piccola by MarcelloCividini –

Certo, gli analisti finanziari non capiscono un cazzo dell’Italia. E fin qui i nostri governanti hanno ragione. Non la capiscono loro l’Italia, cosa vogliono capire questi analisti finanziari d’oltre oceano?

Allora continuano a spendere i soldi che NON abbiamo per le manovrine, gli aggiustamenti, le limature, le coperturine.

Nessuno al governo pensa neppure lontanamente a toccare i veri problemi di spesa e cioè la corruzione, le clientele e le pensioni che non hanno mai avuto una copertura di versamenti reali. Non dico di toccare le minime, equivarrebbe a toccare un assegno sociale. Ma le pensioni d’oro, che sono veramente tante, si sentirebbero.

Cosa dire delle possibilità di potenziale sforamento del debito, concesso dall’EU e tanto sbandierata qualche giorno fa? Potremo indebitarci ulteriormente per i grandi lavori: autostrade, trafori e ferrovie?

Ma chi le vuole?

E’ vero nessuno ha la formula magica perchè NON esiste.

Pochi rimedi di base funzionerebbero ma NESSUNO di chi sta al governo ha la minima intenzione di metterci mano, perché perderebbe i clientes che lo sostengono.

Fare tutto il possibile per rivendere i nostri titoli di stato agli Italiani come fanno in Giappone.

Per quanto riguarda l’edilizia, abolire qualsiasi nuova costruzione finché, la quasi totalità degli spazi inutilizzati venga restaurata/ristrutturata/valorizzata.

Messa in sicurezza idrogeologica e antisismica di tutta l’Italia. Un sacco di lavoro per tante piccole imprese per tanti anni. Il prodotto interno lordo della Turchia aumenterà del 10% per i prossimi 20 anni solo per questo.

Rinunciare alla seconda macchina si può facilmente. Con un piccolo sforzo per chi sta in città anche la prima potrebbe diventare inutile e antieconomica.

Chiuderebbe la Fiat e pure le acciaierie che la forniscono? Centomila posti di lavoro altamente inquinanti persi. Il lavoro si troverebbe nella ricostruzione e quando la ricostruzione fosse finita non saremmo solo il più bel paese del mondo da visitare, sarebbe anche pieno di servizi che tutti i visitatori saprebbero apprezzare.

Peccato che fino a che non scenderemo in piazza rimanga solo un bel sogno.