Il Viaggiatore – 14 ° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

Come sono ingenuo, la cosa non aveva mai sfiorato il mio intelletto…

– Allora tu leggi la mente…-

è il mio unico modo per comunicare.

Penso a come sarebbero semplificati i rapporti in qualsiasi campo, dal poker ai trattati internazionali, conoscendo i pensieri di chi ci sta di fronte e quale enorme vantaggio…

poi per rendere invisibile il Viaggiatore.

– Come è possibile, sei al di fuori anche delle leggi fisiche ?-

No, non posso cambiare la fisica di questo continuum, almeno non senza generare gravi conseguenze. Questo è semplice anche da descrivere, non è una vera invisibilità, posso solo alterare la percezione dell’immagine a tutti i presenti.

Quindi ieri sera avresti potuto alterare anche le percezioni dell’energumeno che aveva tentato di colpirmi.

Certamente, bastava che tu lo ordinassi.

– Allora d’ora in poi vorrei che tu alterassi le percezioni di quelli che tentano di attaccarmi. –

Sarà fatto. –

– Se qualcuno riuscisse, che ne so, a spararmi cosa succederebbe, potresti fermare la pallottola? –

Non posso agire in questo modo sulla materia, posso solo metterci in stasi per la frazione di tempo necessaria a lasciar passare il proiettile nello spazio che occupavi.

Comincio a farmi un’idea di come un povero ebreo, figlio di falegname, abbia potuto creare dal nulla una fiorente società bi millenaria?

Partendo da una serie di miracoli ottenuti usando una tecnologia magico/divina? Non sono mai stato religioso e nemmeno ho mai creduto alle misteriose guarigioni. Sono sempre stati fenomeni di alterazione delle percezioni.

Adesso ho proprio appetito, mi serve qualcosa di più di un’ombra de vin, faccio un salto a Rialto e ritorno alle Poste Vecie dove sono già stato vent’anni e una dimensione fa. La scorta non mi servirebbe più in teoria, ma ormai mi sono abituato ad averli intorno e almeno mi fanno in qualche modo compagnia.

In linea d’aria S Marco è vicino a Rialto, ma il tortuoso percorso in mezzo alle botteghe trasforma l’appetito in un senso più travolgente. Entro e divoro un cesto di minuscoli panini prima ancora di ricevere il menù.

Chiedo che mi portino le specialità della casa più veloci da preparare. Il maitre è quasi scandalizzato dalla mia fretta e comincia a snocciolare i fuori lista. Ordino i primi due senza sapere neanche cosa sono, insieme con un altro cestino di pane. Spumante Loredan, ça va sans dir.

Saranno forse i Loredan i fortunati possessori del com Due? Nel cinquecento erano già ricchi da generazioni, ma nel mio mondo erano quasi scomparsi, mentre qui sono ancora potentissimi.

Rientra il maitre per stappare la bottiglia. Per esperimento mi chiedo a cosa stia pensando. Arra prontissimo, legge il suo disappunto per la mia disdicevole fretta, insieme alle soddisfazione di avermi rifilato l’ultima porzione rimasta in cucina di branzino al forno.

Sorrido e chiedo col pensiero cosa ci sia di più fresco e appetitoso in lista. Tramite Arra mi dice che ci sono le molleche, i granchi freschi che hanno appena cambiato l’esoscheletro, per combinazione uno dei piatti veneziani che amo di più.

Mentre l’ometto mi versa il vino io gli dico allegramente:

– Ho cambiato idea annulli per cortesia il branzino e mi porti un bel piatto di granchi freschi. –

La sua faccia s’impietrisce, fa una giravolta sui tacchi farfugliando qualche imprecazione che non capisco con le orecchie, ma che Arra mi traduce in vaffa… Soddisfatto di me stesso non voglio infierire, ma ridacchio distruggendo i microscopici panini che finisco un’altra volta, prima che arrivino le mie comande. Ho appena iniziato l’attacco ai miei granchi quando Arra mi segnala l’arrivo di gruppo di mercenari.

– Rendimi invisibile per tutti tranne che per la mia scorta. –

continua…

Il Viaggiatore – 11° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

– Dove trovo le informazioni sul cinquecento Arra? –

Il Palazzo Correr ospita una ricchissima biblioteca storica, in questa stagione è aperto tutte le mattine.

Ci andrò domani per trovare un’ispirazione ma quale setta è in giro da duemila anni, mi chiedo.

Mentre attendo l’ora di cena guardo le notizie. Devo dire che anche qui la qualità delle notizie lascia molto a desiderare. Politica mondiale zero, diatribe politiche locali, cronaca nera, cosa ha fatto il papa…

Non sarà mica questa la setta che da duemila, anzi duemiladieci anni possiede Uno? Le date coinciderebbero. E’ talmente semplice che potrebbe anche essere vero. Forse mi converrà fare una tappa pure a Roma.

Beh, pensiamo a breve raggio, dove cenare stasera. Chiedo al concierge dove posso trovare un ristorante che ripaghi la pena di essere venuti a Venetia.

– Se preferisce un locale storico le consiglio le Vecie Poste dove una volta c’era il mercato del pesce, vicino a Rialto, è uno dei locali più antichi del mondo sa. Se lo preferisce alla moda vada al Tam-Tam che offre il meglio delle moderne coltivazioni idroponiche della regione. –

Istintivamente andrei alla Vecia Posta, ma la curiosità prevale e mi faccio prenotare al Tam-Tam per le venti, meglio alle ventidue, mi corregge il portiere. E’ lontano e mi prenota anche il taxi boat.

Mi muovo per tempo con l’allegra combriccola. La zona è modernissima molto a sud, vicino al mare. Una passeggiata piena di locali luminosissimi dove molti giovani, in abiti dall’apparenza costosa, stazionano chiacchierando con il bicchiere in mano.

Gli alcolici sono di moda anche qui e suppongo pure qui, fino alle ore piccole. Le musiche che arrivano da ogni dove sono ovviamente tutte sconosciute. Con alcune trovo assonanze, altre sono completamente aliene. I miei abiti sono moderni come quelli degli avventori, ma ci sono poche persone della mia età, in genere sono accompagnate.

Note di tamburo mi segnalano la vicinanza con il locale scelto. Salgo anche qui all’ultimo piano. Mi siedo da ad un tavolo d’angolo. Il piano di cristallo si attiva in modalità schermo appena vi appoggio una mano, niente piatti e posate.

Il menu è un film multi sensoriale. Un dispositivo invisibile diffonde il profumo delle pietanze descritte. La musica discreta viaggia in sincrono con il video. Per ordinare devo prima scegliere le spezie che mi stimolano stasera, poi verrà il resto.

Scelgo la galanga, il pepe lungo, il macis e l’interpretazione spetta allo chef.

Da bere solo acqua, per non anestetizzare le papille gustative (sic). Ordino lo stesso, quasi di straforo una bottiglia con le bollicine.

Le luci sono soffuse, per lo più il locale è frequentato da coppie. Ogni tavola è una piccola isola con centro lo schermo che riproduce scene di giungla. Mentre attendo un cameriere, quasi invisibile, mi sciorina sul tavolo un piattino rettangolare di stuzzichini trompe l’oeil.

Una foglia verde croccante ha il sapore salato/dolce della pelle di pollo caramellizzata. Una polpettina bianca ha il gusto del pomodoro. Una specie di caramella nera sa di sesamo e tonno. Intrigante come piace a me.

Mi arriva un bicchiere conico trasparente con una cremina che va dal rosso in fondo all’arancio in cima. Una specie di vellutata vegetale gradevolissima, ma che non riesco a identificare, sembra zucca con un vago sentore di fragoline di bosco, tutto sulle calde note del macis.

La cosa strana è che la parte arancione sa di fragole con note di cipolla abbrustolita, la parte rossa ha il gusto della zucca, con un sospetto di sedano.

continua…