Il Viaggiatore – 29° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Buona la prima,

Arturo ha letto il messaggio su un gobbo fuori campo, come se l’avesse studiato per mesi. E cosi, in modo elegante, li abbiamo minacciati di fare la stessa cosa che hanno fatto loro. Sono contento di me.

Aspettiamo le dodici, ora di Roma, per infilarci nei loro sistemi. Al momento fatidico Arra trasmette il messaggio tre volte a distanza di cinque minuti, utilizzando tutti gli schermi presenti nello stato del Vaticano.

L’intelligence dei Templari, non al corrente della nostra iniziativa, riferisce di un grosso scompiglio in Curia, per cause sconosciute. Possiamo andare a cena soddisfatti. Il riso spagnolo è finito, chissà cosa mi aspetta.

Chissà cosa mi aspettavo qui in mezzo alle montagne, riso basmati jasmine, carotine idroponiche d’alta quota e una cagliata acida di latte di yak. Andrà bene per il mio fisico e poi sono stanchissimo.

 

10°giorno mercoledì 25

Sul mio letto duro ho dormito come un angioletto e ho una fame da lupi. Per colazione si mangia lo stesso di ieri sera, hurrah!

Jorgo mi racconta che a Roma è successo di tutto. Il responsabile delle comunicazioni è stato silurato. I membri della Curia sono tuttora riuniti insieme al Sommo Pontefice e ieri a mezzanotte, per noi due ore fa, hanno tolto i sigilli agli alloggi dei nostri confratelli. Non hanno ancora parlato con loro, ma è già qualcosa.

Jorgo ha portato la mia tutina nera e mi tiranneggia per un’oretta. Sotto la doccia mi sento bene però e tastandomi la pelle dell’addome sento che non è più flaccida ma elastica. Il trattamento Arra mi sta letteralmente ringiovanendo, ormai la spalla sinistra è tornata a muoversi quasi come la destra e per infilare le camicie non devo più fare strane acrobazie.

Mi domando quanti secoli si potrebbe vivere con l’organismo monitorato e riparato quando necessario. Ormai Arra mi risponde, anche se solo penso le domande.

Non succede spesso perché il più delle volte, se non richiesto, la salute non dipende da me. Uno dei miei Viaggiatori è vissuto più di ottomila dei vostri anni, dopodiché si è gettato da una rupe.

Certo sarebbe una bella età e sarebbe anche un’immensa fregatura per l’INPS. 😀

Oggi c’è il sole e Jorgo mi propone di andare al villaggio con il furgone, è giorno di mercato. Accetto con gioia, anche se poi mi accorgo che la temperatura sarà intorno ai meno dieci.

Un giovane bonzo con i sandali ma senza calze, guida un vecchio autocarro col motore a combustione interna. Scendiamo ballonzolando sulla vecchia strada lastricata per quasi un’ora, mentre un panorama incredibile si snoda sotto i miei occhi.

Il mercato del villaggio è poverissimo. Non ci sono turisti, solo gente del luogo. I commercianti stendono uno straccio per terra con la merce, qualche chilo di tuberi, una montagnola di cipolle, magre carote, nulla di verde.

Uno vende un mucchietto di frutta secca, sembrano prugne selvatiche. Un altro vende noci scure e piuttosto piccole. Appoggiati su vecchie assi di legno stanno riso e granaglie in piccoli sacchi di tela. Più interessante il formaggio di yak fresco, meno acido di quello di stamattina.

Il nostro accompagnatore compra tutti e quattro i formaggi stagionati in vendita. L’ometto sdentato è molto contento della moneta d’argento ricevuta e ci regala un pugno di ricotta, gocciolante nel suo cestino intrecciato.

I raccoglitori contrattano lapislazzuli e tormaline colorate con i mercanti. Nella parte più povera si vende di tutto, un vecchio paio di scarpe di cuoio, un mucchietto di legna per accendere il fuoco, piatti sbrecciati, indumenti usati.

Qui, in mezzo a figurine smozzicate di argilla cotta, trovo una statuina di bronzo incrostata di terra, ma di fine fattura. Mi piacerebbe portarla a casa, quale casa? Sarei ricchissimo, ma non ho soldi per comprarla dalla vecchia che la protende verso di me, con la sua richiesta incomprensibile.

Chiedo aiuto al nostro accompagnatore che si china sulla mia interlocutrice. Il giovane monaco mi dice che la statuetta è per me, è un regalo.

Non posso accettare, ma la donna insiste. Dice che io saprò ricompensarla. Questo è un paese dove la sensibilità della gente è assolutamente fuori dal normale. Arra mi conferma che la donna sente in qualche modo la sua presenza.

Vuole che la guarisca.

continua…

Il Viaggiatore – 19° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– L’enorme metropoli di Roma mi appare in tutta la sua grandezza dal finestrino dello strato jet privato con lo stemma delle croce che ci sta portando a destinazione.

Jorgo mi spiega che le punte, crociate a loro volta, della croce simbolizzano gli otto culmini del coraggio. Era il simbolo della Repubblica marinara di Amalfi.

Uno steward silenzioso mi serve delle tartine di salmone selvaggio, accompagnate da uno spumante lombardo, forse anche migliore del Loredan veneziano che avevo già gustato.

Deve averne una scorta inesauribile. Ne ho già consumato sei piattini e sono prossimo al limite di capacità umana. Se era solo un aperitivo forse ne ho abusato.

Ormai mi sto abituando a fare il riccone. Arriviamo in un aeroporto privato con una pista cortissima. L’aereo atterra in verticale.

Inservienti silenziosi si occupano del nostro magro bagaglio. La fortezza sorge sul cocuzzolo di una montagna, un monastero dell’anno mille, mi ragguaglia Jorgo.

Saliamo con un’auto elettrica direttamente in un cortile interno del forte. Un guazzabuglio di antenne di tutte le forme sovrasta le due torri più alte. Mi sistemano in una suite, grande il triplo del mio bel loft di Milano … 709D.

Boiserie di noce fino al soffitto, un enorme focolare con alari in grado di sopportare ceppi da un quintale. Gli armadi sono giganteschi, atti ad ospitare decine di passaggi segreti per ogni dove della fortificazione.

Il guardaroba è pieno di abiti grigio scuro della mia taglia e i cassetti della biancheria pure. Il castello sembra completamente autonomo ed impenetrabile a qualsiasi tipo di spionaggio umano ed elettronico.

Chiedo ad Arra conferma di quanto ho intuito e lui conferma, ponendo l’accento sul concetto di umano. Chiaramente un Viaggiatore come me, con l’aiuto suo, sarebbe in grado di superare senza problemi ogni tipo di barriera concepita da esseri umani.

Beh! È già qualcosa, ne deduco che per nuocermi deve venire o il papa Lorenzo VII in persona o il misterioso personaggio della più potente consorteria del mondo.

Mi avvisano che posso scendere per conoscere i Guardiani più influenti del mondo. Entro in un enorme spazio di tufo probabilmente un’antica sala del trono, illuminata da finestroni decorati a piombo.

Gruppi di persone disquisiscono animatamente. Fulco mi accoglie con le sue esili braccia aperte e mi presenta alcuni personaggi importanti di cui non ricorderò mai i nomi.

Suona un campanello argentino e tutti si dirigono verso una porta in fondo alla sala. E’ una specie di anfiteatro con un centinaio di posti e forse non basteranno per tutti. Il soffitto è a cupola, tutto affrescato con scene di caccia, i sedili sono grandi, scolpiti in legno massiccio e pelle rossa, un tantino scomodi.

Alcuni indossano una specie di tunica bianca con la croce di Malta sul petto e un cinturone intarsiato che regge una spada di altri tempi. Finiscono di sistemarsi e miracolo ci stanno tutti.

Su un lato della sala siedono quattro anziani e Fulco al centro. Mi fanno accomodare in uno scranno accanto a loro.

– Fratelli carissimi –

Esordisce il decano.

– Con grande dolore devo comunicarvi una triste notizia. Dopo numerosi secoli di sospetti, abbiamo oggi la certezza che i Papi e tutto l’apparato centrale di Roma, ci hanno tenuto nascosto un segreto in grado di distruggere tutto quello che ci hanno insegnato.

I tanto decantati miracoli nella lunga storia della nostra Madre Chiesa, sono il frutto di una tecnologia a noi aliena. Una tecnologia, talmente superiore alle nostre conoscenze, da rasentare quello che noi siamo stati indotti a credere opera divina… –

Un mormorio crescente percorre la sala, qualcuno protesta.

– Fratelli… vi prego… lasciatemi finire, so che il solo fatto di pensare a quello che comporta per tutti noi, per il Papato e per tutta la Chiesa vi possa sconvolgere, ma è purtroppo la verità. Ho visto con i miei occhi gli effetti di questo dispositivo… –

Altri mormorii.

– Fratelli! Un nostro Fratello venuto da molto lontano, possiede un altro esemplare di questo dispositivo, non so come chiamarlo, questo amuleto ed è qui per testimoniare quello che vi ho raccontato. Fratello Marco puoi venire qua accanto a me? –

Mi alzo in piedi e come d’accordo, comincio a levitare un paio di metri sopra lo scranno tenendo in mano il minuscolo, scintillante gioiello.

continua…

Il Viaggiatore – 18° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Mi restituisce Arra che ripongo nel suo nascondiglio.

– Puoi darmi una dimostrazione pratica di questi poteri ? –

– Invisibile –

Comando e scompaio dalla percezione degli astanti.

– Impressionante, ma puoi anche levitare ? –

– Sssì… credo, Arra? –

Posso schermare le forze gravitazionali che agiscono sul tuo corpo

– OK scherma –

Mi alzo da terra di circa un metro. Non capisco a cosa possa servire, se non a vedere più lontano in caso di ressa, 😉 ma se ci penso, forse trovo qualche utilizzo migliore, in effetti mi sento leggero.

Fulco mi osserva pensieroso, Jorgo si è appoggiato con le spalle alla parete in fondo alla sala a bocca aperta.

Io mi sento impacciato, con il mantello ondeggiante e una ciabatta che fluttua comicamente a dieci centimetri dal mio piede, mentre rigalleggio fino a terra.

Dopo una lunga pausa Folco parla con voce scandita.

– Ora che lo scopo principale della nostra esistenza è stato verificato, devo riunire il consiglio dei Saggi per decidere cosa faremo in futuro. Per quello che ti riguarda, giacché nostro fratello, sei già coperto dalla nostra protezione. Dovremo però rafforzarla perché la polizia Vaticana è in sostanza collegata con i mercenari svizzeri.

Ti consiglierei di allontanarti da Roma perché qui il nemico è molto più potente ed ha un assoluto controllo del territorio. Meglio andare in oriente o in Colombia… –

– Fulco, credo, anzi sono sicuro che Arra… cioè io lo chiamo così, non sia solo. Ce n’è pure un altro su questa terra, da più di cinque secoli ed è pure molto attivo. –

– Allora le cose si complicano… dobbiamo scoprire chi altro sta usando questo vantaggio per dominare la nostra società con mezzi sovrumani. Domani disegneremo i nuovi scenari e prenderemo le prime decisioni. Adesso torna a dormire qualche ora, è ancora notte. –

Eccomi trasformato da pensionato in pigiama a simbolo di una crociata dei Templari, in lotta con le più forti potenze della terra.

Risalgo incespicando con le mezze ciabatte che perdo lungo la scala. Torno in camera, bevo un bicchier d’acqua, ma chi riesce a dormire? Invece dopo pochi minuti e un paio di giri nel letto, cado in preda a Morfeo.

6° giorno sabato 21 set

La colazione mi sveglia alle nove, con un penetrante aroma di caffè forte. Un tavolo apparecchiato nell’angolo della grande stanza è pieno di cornetti ancora caldi e panini di varie fogge e colori.

Sono ancora a piedi nudi, ma il pavimento di legno lucido e scurissimo è abbastanza caldo. Mi godo la colazione del sesto giorno in questa dimensione.

Mi sembra quasi metà della mia vita! Una rapida doccia con un sapone duro dal profumo che mi sembra familiare, legno di sandalo forse.

Jorgo si presenta insieme alle due sorelline, riservato come sempre e che rivolgendosi a me, mi appella Signore. Capisco che devo difendere anch’io la sua identità coperta.

Usciamo per rimpolpare almeno un poco i nostri bagagli, in attesa di successivi sviluppi. Jorgo mi avvisa che i Guardiani, data l’importanza delle decisioni da prendere, hanno convocato gli stati generali.

Si terranno domani in una fortezza in una località non meglio precisata della Hispania.

continua…

Il Viaggiatore – 17° Puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– Siamo i Guardiani del Tempio di Cristo. –

Accidenti, non mi bastava essere nel mirino dei servizi segreti di mezzo mondo, sono anche considerato Fratello da una delle più antiche e controverse sette degli universi paralleli.

– E che cosa volete? –

– Niente di preoccupante per te, te lo spiegherà il Grande Maestro che abbiamo appena avvisato e che arriverà tra poco. –

Va bene pure questo, però ho i piedi gelati… Jorgo fruga nella cassapanca e mi trova un paio di ciabatte da papa, sempre rosse con il bordo di pelliccia bianca, circa sei misure più piccole dei miei piedini.

– Jorgo, come avete fatto a scoprirmi? –

– Vedi Fratello, viviamo in un mondo altamente informatizzato. L’apparizione improvvisa sulle telecamere di un tipo con un vestito strano, che rischia di farsi investire da una macchina della polizia, con caratteristiche somatiche che non rientrano in nessun database, salta subito all’occhio di tutti i sistemi di security.

Questo, da solo, ha fatto di te un osservato speciale. La tua disponibilità economica coperta dichiarava la tua appartenenza ai servizi segreti di qualche nazione o famiglia.

I vari servizi hanno fatto a gara per scoprire, prima degli altri, il tuo eventuale valore. Che tu sia sfuggito ai vari tentativi per fermarti, ti ha reso ancora più misterioso e interessante.

Il fatto che io ti abbia portato qui, potrebbe forse quietare una parte delle curiosità in gioco, perché quest’albergo è considerato un nostro asilo.

La maggior parte dei servizi si accontenterà di catalogarti come un Fratello dei Guardiani. Ma scusa se te lo chiedo, da dove vieni tu e cosa ci fai qui? –

Gli racconto il minimo credibile, che vengo per caso da un’altra dimensione, un mondo parallelo dove l’America, così chiamiamo noi la Colombia, è stata scoperta due anni dopo e i finanziatori della spedizione erano Spagnoli.

Sono in una stanza segreta, nei sotterranei di pietra di un’antica fortezza romana, in pigiama, avvoltolato in un mantello dal bordo di ermellino, con la punta dei piedi infilata in ciabattine papali.

Sono in attesa di parlare con qualcuno che si fa chiamare Gran Maestro. Se un giorno potessi raccontare questa storia a qualcuno, nessuno mi crederebbe.

Jorgo apre la pesante porta borchiata in ferro che dà in una stanza più grande, dal soffitto scuro che una volta era sicuramente illuminato dalle torce, ora sostituite da più efficienti sistemi luminescenti.

Il Grande Maestro è un piccolo uomo, molto anziano, dall’aria fragile e dallo sguardo penetrante. Lo scruto bene e nonostante la sua fragilità ed il suo abito sobrio, emana una sensazione di potere inusitato.

– Fratello Marco, –

La sua voce è esile ma ferma.

– Sono contento che tu abbia superato tutti i pericoli, le trappole che ti hanno teso e sia arrivato incolume fin da noi. –

Cerco di rispondere con una frase forbita e intelligente, ma non mi viene niente di meglio che:

– Felice di conoscerla… conoscerti… mmm… grande maestro. –

– Marco, non usiamo formalità fra fratelli, chiamami solo Fulco… sediamoci e ascoltami per favore. –

– Da secoli siamo consci che la Chiesa Cattolica aveva molti fatti inspiegabili da confessare e siamo stati combattuti come eretici per secoli. Il concetto di divinità sarebbe dovuto essere allargato a qualcosa di più universale della visione provincialistica cui eravamo sottoposti.

Sotto Clemente V siamo stati quasi distrutti. Solo nell’ultimo secolo siamo riusciti a far convergere le informazioni in modo da spiegare la causa dei miracoli nella storia. L’unica soluzione possibile era l’uso di un livello di conoscenza superiore a quello di tutte le Accademie dell’Umanità.

A mano a mano che la scienza avanzava trovavamo facile spiegare la maggior parte dei miracoli antichi. L’anno scorso abbiamo trovato la prova documentale che i Papi si tramandano, nel più assoluto segreto, un amuleto di origine sconosciuta che si dice comunichi direttamente con Dio.

Noi siamo convinti che questo prodigio esista veramente, ma che non sia un mezzo di comunicazione con il nostro Creatore, ma solo il frutto di una tecnologia superiore di cui non comprendiamo ancora le regole.

Sappiamo che può guarire. Sappiamo che può modificare i sensi di chiunque. Sappiamo che può dare accesso a informazioni per noi inimmaginabili. Tu puoi dare la conferma a questo nostro inconfessabile sospetto. –

Io sto mentalmente consultandomi con Arra sui pericoli che posso correre mostrandolo o addirittura mettendolo in mano al mio interlocutore.

Ho la conferma che in mia presenza il suo potere sia conferito solo a me. Estraggo il gioiello dalla taschina di pelle che ho intorno al collo e lo porgo Fulco.

Si alza in piedi. Le sue mani tremano mentre prende il magnifico oggetto e lo rigira, pressoché in adorazione. Jorgo in disparte si è genuflesso. La sua voce esce lentamente.

– Dimostrare l’esistenza di un tale manufatto è stato il compito più importante della mia lunga vita. Ora che lo stringo tra le dita sento che non ho vissuto per nulla.

Non so ancora come potremmo usare questa informazione in futuro. Certamente il Papato non ammetterà mai la sua esistenza, sicura prova di duemila anni di menzogne. –

continua…

 

Il Viaggiatore – 15 ° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Nel frattempo mi alzo precipitosamente e mi addosso ad un muro. Entrano quattro uomini in divisa nera che mettono a soqquadro il locale tra le grida degli avventori e le proteste del personale.

– È uscito dal retro! –

Grida qualcuno e i quattro si precipitano nella nuova direzione. È meglio andarsene. Faccio segno ai miei che ce ne andiamo ed esco, insalutato ospite, dalla porta d’ingresso.

Il pilota di un motoscafo nero guarda insistentemente nella mia direzione, ma come previsto non mi vede. Deve per forza notare la scorta che mi precede, ma probabilmente non ha ordini al riguardo.

Non è più sicuro neppure l’albergo. Comincio ad essere stufo di girare per negozi per rifarmi il guardaroba, che mi tocca poi lasciare in qualche camera a pagamento.

Forse mi serve una casa fortezza come Superman al Polo Nord, con un battaglione di armigeri a difesa? Prendiamo un taxi scafo per la stazione e in due minuti siamo arrivati. Quattro Roma solo andata.

Il monorail a levitazione magnetica parte ogni trenta minuti. Sono tutto sudato, e ancora affamato per giunta. Avevo appena infilato in bocca un bel granchietto croccante e non mi ricordo nemmeno se l’ho deglutito masticato o intero.

I miei nemici cominciano ad essere nervosi se le aggressioni arrivano in pieno giorno e in un luogo pubblico. La mia profonda cultura a base di CSI, mi fa sorgere un’idea per rallentare gli inseguitori.

– Arra si possono cancellare i video di controllo della stazione? E… anche sopprimere il nostro ricordo al pilota del taxi scafo… e pure eliminare la transazione di acquisto dei biglietti? –

tutto fatto

Potevo anche pensarci prima… pure questo treno è controllato?

– Cancella tutto. –

Siamo su di un treno a levitazione magnetica, superba tecnologia prussiana, ma anche attraverso le dimensioni l’amministrazione italiana delle ferrovie sembra molto simile a quella nostra.

Il vagone ristorante è chiuso. C’è solo un servizio di snack confezionati e bevande. La fame me ne fa provare diversi tipi, tutti o troppo dolci o troppo salati.

Bevo una birra sul caldino e un caffè diluito e ormai freddo (sic). Anche Jorgo tenta di riempire il suo stomacone con qualche barretta stantia, ricoperta con qualche imitazione del cacao.

Il mio corpulento guardiano, solitamente silenzioso, sul treno semivuoto si smolla un poco. Mi chiede se il servizio durerà più di una settimana per avvisare, non capisco bene quale, famiglia.

Non ne ho la minima idea, ma dico un mese per non dover spiegare troppo sulla precarietà del mio stato. Le gemelle ascoltano musica orientale dai loro apparecchietti portatili.

continua…