Il Viaggiatore – 25° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Non riesco neanche a ricordarmi tutti gli incroci, so solo che qualche volta sembra che una gamba o un braccio si possano staccare di colpo.

Finita la tortura quotidiana arriva Jorgo con le ultime notizie. Qualcuno ha filmato la tua esibizione dell’altro giorno e l’ha trasmessa alla Curia di Roma. Questo rende le cose più difficili perché ora sono sulla difensiva.

Fulco con una delegazione è andato a Roma. Credevamo che questo fosse per te il luogo più sicuro, ma ora non ne siamo più certi. È meglio che ci trasferiamo altrove in attesa che le acque si quietino.

Partiamo dopo pranzo. Mi occupo io dei bagagli. Carini, mi portano in giro per proteggermi.

Il riso integrale non era poi così male, ne ho mangiato due piatti. Nel refettorio mi sono divertito però a indovinare la composizione delle pietanze che i camerieri servivano vicino al nostro tavolo, usando la ritrovata funzionalità del mio naso.

Aspetto solo di poterlo provare con il bouquet dei vini preziosi che ora mi posso permettere. Usciamo in truppa su due auto elettriche. Arturo, Jorgo, quattro guerrieri e le gemelle che non vedevo da due giorni. All’infuori dei sogni erotici. 😉

Saliamo su di uno stratoplano con una decina di posti, dalle forme spigolose, sembra un bombardiere militare. Anche l’interno è spartano, c’è un odore dolce, di plastica nuova.

I piloti ci informano delle condizioni atmosferiche e aprono la busta della nostra destinazione segreta. Chiedo a Jorgo come possiamo sfuggire ai controlli aerei e lui mi spiega che il nostro è uno stealth francese, un velivolo invisibile ai radar, stiamo andando in India, in un eremo sulle montagne più alte del mondo.

Ha preso degli abiti pesanti perché c’è la neve. Il decollo è piuttosto turbolento perché già a mille metri ci infiliamo diritti in un cumulo nembo, quelle nuvolette bianche a forma di cavolfiore in grado di sbrindellare in un attimo un aereo di linea.

Sbucati nel sole, voliamo tranquilli. Arturo m’invita in cabina e mi fa assaporare il magnifico spettacolo delle nuvole e del cielo blu scuro dell’alta quota, quasi nero. Tra me e me chiedo ad Arra cosa succederebbe se andassimo in stasi proprio ora. Rimarremmo dentro l’aereo oppure no?

In stasi posso compensare solo il movimento della terra nello spazio e non quello dei veicoli. La stasi annulla anche la nostra inerzia, perciò quando tornassimo reali ci troveremmo nel punto esatto dove siamo spariti, cioè fuori dall’aereo a velocità relativa zero.

Quindi saremmo senza aria e sottoposti alla gravità. –

– Potresti tentare di tenere il fiato per un paio di minuti fino a quando la caduta ci portasse dove l’aria torna respirabile. E poi potremmo levitare fino a terra.

– E se lo facessimo sopra il mare ? –

Potrei solo tenerti a galla mentre avviso la marina di qualche paese che ci venga a prendere.

Ne ho imparata un’altra, dormicchio un poco, niente spumante, niente salmone affumicato, niente camerieri in divisa. Ines o sua sorella, mi ha portato un the di erbe. Berlo mi fa sembrare di essere ammalato.

continua…

Il Viaggiatore – 16 ° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Eccoci a Roma. Prendiamo un’auto elettrica comunale per girare la città, al deposito della stazione. Bella idea si guida con uno joystick e s’incanala automaticamente sulle vie prescelte.

Seguendo il consiglio di Jorgo seleziono un itinerario turistico, per farmi un’idea della metropoli. Arra si occupa di cancellare le nostre tracce.

Guardo curioso se riesco a vedere qualche somiglianza con la Roma 709D, ma mi sembra tutto diversissimo. Il mio stomaco maltrattato dalla fuga e dalle merendine impacchettate si vendica con acidi riflussi.

Dopo una noiosa mezz’ora, ormai all’imbrunire, chiedo a Jorgo di scegliere un albergo del centro. Lasciamo la macchina al deposito automatico che si apre sotto il marciapiede, facendola sparire in attesa di un nuovo cliente.

Cavalieri di Malta, una scritta gotica e la croce dentata mi accolgono con discrezione. Edifico austero quasi spoglio con mobili di legno scuro e massiccio.

Mi sdraio sul letto della mia stanza millenaria, con un sospiro e mi rendo conto di non avere neanche un indumento di ricambio. Neanche la mia scorta del resto.

Decido di dedicare un’oretta agli acquisti e di saltare la cena. Anche oggi ne ho viste abbastanza. Sono sicuro che è notte piena, tutto è silenzioso. Il bicarbonato ha fatto il suo effetto, ma sono sveglio. Sento come un movimento d’aria e salto giù dal letto.

– Arra stasi –

Sento la voce di Jorgo che dice:

– Signore, non faccia rumore, sono io. –

Vedo che è lui dall’altra parte della stanza e torno tangibile. Jorgo mi fa il segno di silenzio appoggiando il dito indice della mano destra sul lato sinistro del naso. Apre una porticina bassa celata dietro un arazzo e infila il suo corpaccio dentro il pertugio.

– Mi segua Signore, nessun pericolo. –

Scendiamo una scaletta ripida e tortuosa. Jorgo ha una specie di lampada, ma il suo corpo riempie talmente l’angusto corridoio che poca luce cade sui gradini di pietra irregolare.

Arriviamo in una stanza, sempre di pietra piuttosto freddina illuminata fiocamente in modo indiretto. Mi rendo improvvisamente conto di essere in pigiama azzurro di cotone e piedi nudi. Il calo di adrenalina me lo fa notare di colpo.

– Cosa sta succedendo Jorgo? –

Chiedo appena entrato.

– La stanza è controllata, ma qui siamo al sicuro Signore, anzi Fratello. Scusami se non ho risposto al tuo saluto quando ci siamo visti la prima volta. Sono momentaneamente in una loggia coperta e quindi non posso palesarmi ai fratelli se non in emergenza. –

Che mi venga un colpo! Il mio giochino della stretta di mano massone viene finalmente buono dopo trent’anni. Non mi può nuocere più di quanto il resto dell’avventura mi stia portando.

Chiedo a Jorgo cosa succede ora e se c’è qualcosa per coprirmi. Si scusa per essere stato così precipitoso, ma il suo sistema di security l’ha avvisato di un’improvvisa falla di controllo sulla stanza dove dormivo e allora ne ha approfittato subito.

Apre un’enorme cassapanca di noce nero e ne estrae un mantello di velluto rosso pesante con i bordi di pelliccia bianca.. ermellino? Mi sembra quasi quello di un Papa… caldo però.

– Chi ci controlla, chi stava spiando la stanza? –

– Quasi tutti ci stanno controllando, la polizia Vaticana in primis. Poi di sicuro la Compagnia Finanziaria Toscana, la longa manus della famiglia de Medici, che non capisce da dove vengono i soldi che spendi, più alcuni servizi segreti delle maggiori potenze del momento. Cinesi, Mongoli, Colombiani ecc. –

– E… voi chi siete? –

continua…

Il Viaggiatore – 13 ° puntata


mia grecia piccola by MarcelloCividini

5° giorno venerdì 20 set

In fondo a piazza S Marco trovo Ca’ Correr. La biblioteca storica è pieno di libri veri finalmente. Per la mia ricerca però servono poco.

Devo trovare dinastie o potentati che abbiano avuto un boost dopo il 1450. Dopo aver scartabellato vecchi cassetti pieni di ordinati cartellini, mi faccio consegnare una decina di libri di storia comparata.

Bellissimi volumi, rilegati in pelle con i titoli in oro zecchino. Dalla scoperta dell’America, pardon della Colombia, la famiglia Medici ha tratto un enorme beneficio e questo la fa candidare subito.

Anche la famiglia Orsini, che Lucrezia Tornabuoni aveva agganciato facendo sposare il figlio Lorenzo con Clarice, era arrivata potentissima ai giorni nostri. Francia, Spagna e Portogallo si sono divise il continente meridionale. Gli Aragona che dominavano la ricchissima parte centrale sono però decaduti nel diciottesimo secolo.

Dopo i secoli di pesca intensiva della lega Anseatica, i britannici, spinti dalla spasmodica ricerca di nuovo pesce, avevano colonizzato la costa nord dove da noi abbiamo il Canada. La costa est è ancora occupata dai resti dell’impero russo.

Venetia ha dominato le coste dell’oceano indiano per secoli. Più potente che mai, ancora oggi, vede tuttora la casata Loredan apparentemente al primo posto. Venetia e Firenze si sono alleate nel diciassettesimo secolo. Firenze gestisce il potere finanziario e Venetia il commercio.

Il grande nemico/alleato è la Cina tormentata da rivoluzioni e controrivoluzioni da secoli, ma sempre potentissima con i suoi due miliardi di abitanti. Ho imparato qualcosa di più sul mondo in queste ore. Il mio taccuino è pieno di nomi e scarabocchi, ma tutto è confuso.

Non mi sono fatto nessuna idea precisa e ho anche un discreto appetito. La cena di ieri sera ha soddisfatto le mie papille al massimo, ma solo quelle. Arra mi avvisa che uno dei due suoi fratelli in questa dimensione, quello che identificavo come Due è sparito e riapparso dopo pochi minuti. Rileva anche che non era mai successo prima. Significa anche che forse ha imparato da me.

Sto sperimentando quello che significa avere sotto mano un potere sovrumano che non potrò mai comprendere se non superficialmente. Quasi come uno smartphone, in mano a un uomo della pietra.

Devo aver vocalizzato il pensiero, perché Arra m’informa che non devo deprimermi, ma il paragone che ho fatto è troppo generoso nei confronti del genere umano. Le sue funzioni superiori, quelle della mente collettiva universale, non sono utilizzate ormai da un milione di anni.

Ok rinuncio, ma almeno vorrei sapere per cosa è stato utilizzato nel mio mondo.

Non ti deprimere, per esempio la tua idea di mettersi “via da qui” in stasi, è originale, non era mai stata richiesta da nessuno, in nessuno dei mondi. Era da sempre nelle mie possibilità, ma nessuno ci aveva pensato prima. Principalmente sono stato utilizzato per spostare denaro, scoprire le menzogne.

continua…