Il Viaggiatore – 40° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

13° giorno sabato 28 set

Senza nessuno che mi svegli apro gli occhi che sono quasi le dieci. L’orario di colazione è passato. Esco in una mattinata di pallido sole e m’infilo nel primo posto che odora di caffè.

Cafè Noir è un franchising con il personale in divisa, ma il cafè au lait è decente e le due pastarelle, che si chiamano amandines, sono ottime. E via, sono diretto alla biblioteca sempre aperta e ci passo il resto della mattinata.

Mentre confronto le cronologie storiche dei potentati del mondo, imparo a conversare con Arra senza neanche muovere le labbra.

Comincio a tracciare le varie possibilità, il secondo dispositivo il Due, come l’ho battezzato è comparso nel 1448. Il primo, anzi la prima, sospetta è Lucrezia Tornabuoni, in quell’anno dà alla luce Nannina e l’anno dopo sarà l’ora di Lorenzo il Magnifico.

La sua intelligenza e la sua scaltrezza potrebbero essere state aiutate da Due. La sua influenza aumenta considerevolmente, fa sposare a suo figlio un’Orsini. Ottiene la porpora Cardinalizia per suo nipote che diventerà poi papa Leone X.

Crea movimenti culturali, influenza notevolmente il suo secolo. Alla morte potrebbe aver lasciato Due a Lorenzo che finanzierà lui il viaggio di Colombo nelle Indie.

La famiglia de Medici è tuttora una delle famiglie più potenti. Oppure, in Portogallo nello stesso anno Beatrice d’Aviz, già sposa di Ferdinando del Portogallo e sarebbe diventata madre di Manuel I il Fortunato. Il finanziatore di Vasco de Gama, Bartolomeo Diaz, Pedro Alvarez Cabral ecc.

La famiglia d’Aviz possiede tuttora, metà delle miniere d’oro del mondo. Sempre nello stesso anno Vasilij II Vasilevič Tëmnyj, padre di Ivan III il Grande, dopo il concilio di Firenze, decide di separare la chiesa Ortodossa da quella Cattolica.

Federico d’Asburgo stipula il concordato di Vienna con la Santa Sede e diverrà quattro anni dopo Federico III del Sacro Romano Impero. Le finanze Asburgiche fino allora scarse cominciano a crescere in modo miracoloso.

Sempre nel quarantotto Frederik II Hohenzollern reprime la rivolta dei berlinesi consolidando il potere della sua casata che si evolve fino ai giorni nostri.

In quegli anni in India sembra non succeda nulla di rilevante. A Ceylon però Parâkramabâhu VI comincia a unificare il regno e due anni dopo conquista anche Jaffna. Il suo successore scaccerà poi i Portoghesi che arriveranno nel 1505.

Anche nel Brunei Sultan Bolkiah allarga il suo regno da Singapore alla Filippine e la stessa famiglia regna ancora adesso sullo stato ricchissimo di petrolio.

Uffa si sta facendo complicato. Sto tracciando i contorni della mia strategia, non voglio stare qui a fare da esca per capire chi mi vuole danneggiare. Ora dovrei diventare veramente invisibile. I dispositivi di security sono a posto. Le transazioni economiche sono coperte. Cambierò comunque albergo tutti i giorni per ora.

Vediamo in Inghilterra… dunque Margaret Beauchamp of Bletso la bisnonna di Enrico VIII, vita lunga per l’epoca, settantasette anni, tre matrimoni, porta i Tudor alla vittoria intessendo la guerra delle rose. Potenziale alto.

Arra non mi suggerisce nulla, lo so che non può, devo trovare io il metodo. In Francia in quel periodo potrei prendere in considerazione Luigi XI il Prudente e suo figlio Carlo VIII del casato Valois, che qui non muore per uno stupido incidente nel 1498.

Il cervello mi va in pappa se non mangio qualcosa. Esco e compro un sacchetto di castagne arrosto all’angolo della strada. E’ uno sfizio non un pranzo, ma non ho voglia di sedermi e cammino verso un’area dove vedo esserci più gente.

continua …

Il Viaggiatore – 38° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Arriviamo al secondo aeroporto, dall’altra parte della città. I viaggiatori si fermano per vedere chi scende dalla limousine.

L’autista corre ad aprirmi la porta e scendo, in pantaloni neri stazzonati, giaccone proletario verdone, scarpe infangate e cappellaccio da spaventapasseri.

Qualche bocca spalancata, occhi sgranati, mi sento fuoriposto, sorrido, faccio ciao con la mano. Scortati da una guardia, che ci attende zelante, passiamo velocemente attraverso le formalità aeroportuali.

Riguadagno il mio posto sul nostro veicolo. Anche Arturo mi abbraccia, e s’informa sul mio stato di salute. Mi consulto con lui sui fatti accaduti.

– Possiamo ormai escludere che il Papato sia stato il mandante dell’ultimo attacco o questo potrebbe essere un nuovo tentativo del Pontefice di concludere la trattativa in un modo vantaggioso? –

– Sei veramente diabolico Marco, forse anche paranoico, ma in fondo potresti anche avere ragione. Non escludiamo nessuna possibilità e teniamo gli occhi aperti. –

Metto vestiti puliti e pesanti, non fa caldo inutilmente nei veicoli militari. Decolliamo fra poco e io ho un piano per questo volo, ma non dico nulla, perché cinque o seimila chilometri sono ancora un sacco di strada.

Mi siedo io davanti nel posto del secondo e appena decollati, parlo a circuito chiuso solo col comandante. Quello che voglio è cambiare la rotta, lo so che si consuma più carburante a non andare diritti per l’ortodromica, ma una volta individuata la nostra direzione, poi siamo prevedibili.

Quindi rotta sud, sud-ovest per dieci minuti voliamo bassi. Chiedo intanto ad Arturo se ci sono altri posti dove possiamo andare invece che a Navarra.

Perplesso mi snocciola una serie di possibili rifugi. Uno mi colpisce la fantasia, le Temple in pieno centro di Parigi.

– Andiamo a Parigi. –

Dico al pilota e lui mi risponde che è un’area con molto traffico ed è difficile essere preso in carico dal traffico aereo civile, con un bombardiere stealth.

Faccia come vuole, ma avvisi la torre di controllo solo all’ultimo momento possibile e gli chiedo pure di evitare di sorvolare il mare per tratti più lunghi di due minuti.

Mi guarda ancora più perplesso, borbotta qualcosa, ma non chiedo ad Arra di dirmi cosa pensa. Sono più tranquillo ora e qui, senza sobbalzi mi appisolo. Atterriamo in un piccolo aero club vicino alla città.

La torre di controllo sarà alta sì e no cinque metri. Prendiamo due taxi e andiamo in centro.

Arturo chiama il custode per far preparare le camere per fratelli e pellegrini. Nessuno sa che siamo qui. Chiedo a Jorgo qualche notizia storica francese. Se per caso una de Medici si fosse imparentata con i Valois o i Borboni. Si gli sembra che qualcosa del genere sia accaduta nel millecinquecento, ma non ricorda esattamente.

Non è che m’interessi particolarmente la storia francese di questa dimensione, era una curiosità di tipo gourmand, giusto per capire le influenze della cucina italiana su quella locale.

Con mia sorpresa non vedo la tour Eiffel. Qui la Bastille non è mai caduta e la celebrano ancora come la lussuosa prigione, residenza dal Cardinale Richelieu.

continua…