Il Viaggiatore – 30° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

– Da cosa? …sì certo.

– Ha una lesione nel midollo spinale che le paralizza le gambe e la posso riparare in un minuto. Per camminare decentemente avrà bisogno di riattivare i muscoli, ma è il meno. –

Sono d’accordo per provarci e nonostante mi schernisca, Arra mi chiede di stendere le mani sulla testa della donna, per dare solennità alla guarigione e attribuirmi il risultato della sua opera.

Per un lunghissimo attimo il tempo del mercato si congela mentre la vecchia, brandendo la statuetta, si alza in piedi traballando.

Mi defilo e schermato dai compagni riguadagno il parcheggio. Non ho fatto nulla se non imporre le mani, ma avere la possibilità di guarire è una consapevolezza immane, che mi piomba addosso fino a farmi barcollare.

Fino ad ora ho preso tutto come un gioco. Ho scorrazzato qua e là scoprendo a poco a poco i poteri in ballo ma ora le cose cambiano. Quante persone, solo in questo villaggio, possono aver bisogno di una cura! Chi sono io a poter decidere della vita di persone che non ho mai conosciuto!

La responsabilità legata all’esercizio di questo potere mi lascia senza fiato. Ho la bocca secca e mi fischiano le orecchie. Non sono un santo, non voglio essere scambiato per una divinità. Solo ora comprendo intimamente il perché dello strettissimo segreto coltivato dal Papato.

Torniamo al monastero in silenzio, il sole si è nascosto dietro alle nuvole fa un freddo cane. Pare che le diatribe in Vaticano si stiano lentamente sbrigliando, ma la notizia mi lascia indifferente. Gironzolo per ore nei corridoi del monastero e non mi ricordo nemmeno del pranzo.

Mentre cammino passo istintivamente la mano destra a sfiorare il muro di pietra. Quasi avessi bisogno di stare in contatto anche fisicamente con la materia solida.

Jorgo deve aver raccontato quello che è successo e così i pochi passanti mi scivolano intorno senza parlare. Sto sprecando il mio tempo? Potrei essere ora in qualsiasi posto del mondo a raddrizzare storpi, a sanare piaghe, a salvare la vita a bambini e vecchi?

Cosa posso fare per non sentirmi colpevole di non usare al meglio questo potere? Ne salvo dieci al giorno? E perché non cento o mille! Tutti è impossibile. Non posso dire Arra fai tu, è solo una macchina in fondo, ci vuole anche la mia volontà. O quella di qualcun altro.

Potrei passare il testimone. Ci vorrebbe un santo per amministrarlo bene. Se poi non fosse un santo e fosse invece un mascalzone? Il potere corrompe facilmente.

Sì e poi cosa ci faccio da solo in questa dimensione? Ci vorrebbe la mentalità pratica di mia moglie. Lei magari lo metterebbe a riposo nell’armadio quattro stagioni.

Io potrei fondare una nuova religione. Anche se fosse una grande idea, non è originale e poi non è nella mia mentalità. Ho sempre odiato gabbare la gente e soprattutto odiato chi lo fa di mestiere.

Potrei fondare una dinastia. Mi compro cento donnine compiacenti, mi procuro ville e palazzi, anche uno yacht, anzi una nave, mi faccio un esercito di mercenari e mi godo il lusso sfrenato. Senza scopo così solo per divertirmi, per magari un secolo o due?

Acquisto tutte le coltivazioni di cacao o tutte le fabbriche di bulloni e divento un monopolista qualunque? Tutti hanno pensato superficialmente a cosa farebbero in caso vincessero al Superenalotto, ma un conto è dirlo un conto è farlo.

Qui non sono solo le ricchezze in gioco… Jorgo si avvicina con un bicchierone in mano, sembra preoccupato, mi porge la bevanda, un succo fresco:

– Non bevi da stamattina… –

Lo ringrazio, in effetti, ho la bocca inaridita e ingollo rumorosamente tutto il contenuto.

– Hai visto… oggi al mercato? –

– Si certo sei… sei stato grandioso. –

– Non so più cosa fare Jorgo. Ogni momento che passa mi sento colpevole di non usare questa forza per guarire più malati possibile.

continua…

Il Viaggiatore – 27° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Jorgo interrompe il mio colloquio interiore e mi comunica che le cose a Roma vanno piuttosto male. Il filmato passato dalla talpa ha creato scompiglio, soprattutto in quella parte della Curia che era all’oscuro della verità.

Lorenzo e i suoi accoliti più stretti non hanno ancora rivelato l’inganno e stanno tentando di negare l’evidenza. Difficile, in questo clima, far passare il concetto di un nuovo Concilio.

Fulco e gli altri della nostra delegazione sono confinati nei loro appartamenti e non possono ricevere nessuno. I loro comunicatori sono stati confiscati e quindi le notizie arrivano solo dalla nostra intelligence.

Attendiamo gli sviluppi della situazione. Arra cosa possiamo fare?

Io posso solo proteggere il Viaggiatore cui presto servizio e non posso in nessun modo nuocere ad un altro Viaggiatore, qualunque sia il suo grado di giustizia o nefandezza. Puoi farti venire qualche idea originale.

Non sono mica uno squadrone d’assalto, ma qualche cosa m’inventerò.

Jorgo arriva in tutina nera. Protesto, oggi senza aver dormito avrei diritto di rinunciare al training, ma lui non molla.

Mi fa eseguire solo gli esercizi addominali, solo dieci per tipo, mi promette. Non sapevo che ne esistessero tremila tipi. 😦

Forse è meglio che dorma un’oretta. L’oretta è durata fino all’ora di pranzo, mi svegliano e sono intontito. Gli addominali devono essere attaccati a tutti i muscoli possibili. Gli unici che non mi fanno male sono quelli delle mani e dei piedi.

Dopo uno scoppio di acqua gelida in faccia ricomincio a connettere. Si mangia seduti per terra ed io ho il mio riso hispanico da finire. Se vedo bene quello che mangiano i bonzi sono quasi fortunato.

Il the è nero e forte, declino l’offerta dell’aggiunta di un delizioso cucchiaino di ghee di yak. Sedersi per terra non mi è mai piaciuto, con gli addominali doloranti è pure peggio.

Arra sarà contento di me. Anche se mi piace lamentarmi, mi accorgo che il mio corpo fa progressi e sento rinascere il ricordo di movimenti che la degenerazione dei tessuti aveva relegato all’oblio.

Dopo pranzo, se lo posso chiamare con questo nome, chiedo ad Arturo se possiamo incontrarci per costruire un piano d’azione. Non abbiamo molto da fare qui se non passare il tempo e le gite turistiche a meno quaranta le lascio agli Yeti.

Ci troviamo tutti in una saletta di pietra con scranni di legno e un grande scrittoio. Butto sul tavolo il primo pensiero che mi frulla.

– Cosa possiamo fare noi per sbloccare la situazione a Roma? Abbiamo i mezzi per un blitz per liberare i nostri? Potremmo accecare i loro sistemi ed atterrare con qualche strato plano bellico sul soffitto del palazzo? –

Arturo nega che possiamo oltrepassare le difese del Vaticano, ma il potere che mi protegge istiga in me una volontà di muovermi che non immaginavo neppure.

– Allora io potrei entrare nel palazzo, in modalità invisibile e trovare il modo di aprire una falla. –

– Forse si potrebbe anche fare, ma liberare Fulco non risolverebbe il conflitto in atto. Torneremo solo in fase di stallo. –

Risponde Jorgo. Fa eco Arturo:

– Ognuno divulgherebbe la sua versione e nel controllo dei media sono molto più potenti loro, quindi l’opzione dell’assalto oltre ad essere pericolosa non servirebbe a risolvere molto. –

– E se lanciassimo una specie di ultimatum, minacciando di divulgare su tutte le reti mondiali il film della dimostrazione? –

continua…

Il Viaggiatore – 16 ° puntata


mia grecia piccola by Marcello Cividini

Eccoci a Roma. Prendiamo un’auto elettrica comunale per girare la città, al deposito della stazione. Bella idea si guida con uno joystick e s’incanala automaticamente sulle vie prescelte.

Seguendo il consiglio di Jorgo seleziono un itinerario turistico, per farmi un’idea della metropoli. Arra si occupa di cancellare le nostre tracce.

Guardo curioso se riesco a vedere qualche somiglianza con la Roma 709D, ma mi sembra tutto diversissimo. Il mio stomaco maltrattato dalla fuga e dalle merendine impacchettate si vendica con acidi riflussi.

Dopo una noiosa mezz’ora, ormai all’imbrunire, chiedo a Jorgo di scegliere un albergo del centro. Lasciamo la macchina al deposito automatico che si apre sotto il marciapiede, facendola sparire in attesa di un nuovo cliente.

Cavalieri di Malta, una scritta gotica e la croce dentata mi accolgono con discrezione. Edifico austero quasi spoglio con mobili di legno scuro e massiccio.

Mi sdraio sul letto della mia stanza millenaria, con un sospiro e mi rendo conto di non avere neanche un indumento di ricambio. Neanche la mia scorta del resto.

Decido di dedicare un’oretta agli acquisti e di saltare la cena. Anche oggi ne ho viste abbastanza. Sono sicuro che è notte piena, tutto è silenzioso. Il bicarbonato ha fatto il suo effetto, ma sono sveglio. Sento come un movimento d’aria e salto giù dal letto.

– Arra stasi –

Sento la voce di Jorgo che dice:

– Signore, non faccia rumore, sono io. –

Vedo che è lui dall’altra parte della stanza e torno tangibile. Jorgo mi fa il segno di silenzio appoggiando il dito indice della mano destra sul lato sinistro del naso. Apre una porticina bassa celata dietro un arazzo e infila il suo corpaccio dentro il pertugio.

– Mi segua Signore, nessun pericolo. –

Scendiamo una scaletta ripida e tortuosa. Jorgo ha una specie di lampada, ma il suo corpo riempie talmente l’angusto corridoio che poca luce cade sui gradini di pietra irregolare.

Arriviamo in una stanza, sempre di pietra piuttosto freddina illuminata fiocamente in modo indiretto. Mi rendo improvvisamente conto di essere in pigiama azzurro di cotone e piedi nudi. Il calo di adrenalina me lo fa notare di colpo.

– Cosa sta succedendo Jorgo? –

Chiedo appena entrato.

– La stanza è controllata, ma qui siamo al sicuro Signore, anzi Fratello. Scusami se non ho risposto al tuo saluto quando ci siamo visti la prima volta. Sono momentaneamente in una loggia coperta e quindi non posso palesarmi ai fratelli se non in emergenza. –

Che mi venga un colpo! Il mio giochino della stretta di mano massone viene finalmente buono dopo trent’anni. Non mi può nuocere più di quanto il resto dell’avventura mi stia portando.

Chiedo a Jorgo cosa succede ora e se c’è qualcosa per coprirmi. Si scusa per essere stato così precipitoso, ma il suo sistema di security l’ha avvisato di un’improvvisa falla di controllo sulla stanza dove dormivo e allora ne ha approfittato subito.

Apre un’enorme cassapanca di noce nero e ne estrae un mantello di velluto rosso pesante con i bordi di pelliccia bianca.. ermellino? Mi sembra quasi quello di un Papa… caldo però.

– Chi ci controlla, chi stava spiando la stanza? –

– Quasi tutti ci stanno controllando, la polizia Vaticana in primis. Poi di sicuro la Compagnia Finanziaria Toscana, la longa manus della famiglia de Medici, che non capisce da dove vengono i soldi che spendi, più alcuni servizi segreti delle maggiori potenze del momento. Cinesi, Mongoli, Colombiani ecc. –

– E… voi chi siete? –

continua…